Striscioni fuorilegge, sciarpa bruciata e botte anche a donne e bambini: tre denunce dopo Lecce-Inter

Striscioni fuorilegge, sciarpa bruciata e botte anche a donne e bambini: tre denunce dopo Lecce-Inter
di Valeria BLANCO
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Venerdì 31 Gennaio 2020, 11:45 - Ultimo aggiornamento: 18:02

Tre denunce per lesioni aggravate, per il momento. Tante sono infatti le persone individuate dalla Digos della Questura di Lecce e resesi responsabili, secondo gli investigatori, di atti di violenza durante e dopo la partita Lecce-Inter del 19 gennaio, allo stadio di via del Mare. Si tratta di A.C., 51 anni; S.V., 29 anni, entrambi di Copertino; ed E.S., 20 anni, di Campi, tutti tifosi del Lecce. Sono accusati di lesioni aggravate, tentata rapina, rapina e reato continuato, in concorso tra loro e con altri in fase di identificazione. Per i tre è stata avviata anche la procedura che porterà all'emanazione dei Daspo.
 



Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dalla Polizia nel corso di una conferenza tenutasi questa mattina, infatti, al momento del gol dell'Inter, alcuni pseudotifosi non avrebbero accettato l'esultanza dei tifosi nerazzurri. Tre individui si sabbero allora avvicinati ai supporter avversari in curva Sud e, secondo le ricostruzioni, avrebbero aggredito alcune persone, fra le quali una donna di Fasano, nel Brindisino, che era allo stadio con marito e figili, e un ragazzino 14enne di Corato, in provincia di Bari. La donna è stata colpita da pugni alla testa e ha rimediato ferite guaribili, secondo i medici, in dieci giorni. Il ragazzino è rovinato sui gradoni di cemento dello stadio ed è stato medicato sul posto. 

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Uno dei tre uomini individuati dalla Digos grazie alle denunce e ai filmati delle videocamere dello stesso stadio, è stato denunciato anche per rapina e per il reato di accensioni ed esplosioni pericolose: durante il match, infatti, avrebbe strappato dalle mani di un tifoso dell'Inter una sciarpa nerazzurra e le avrebbe dato fuoco, là sul posto. 

Gli agenti sono poi sulle tracce di coloro che, sempre durante Lecce-Inter, sono riusciti a introdurre allo stadio uno striscione non autorizzato con il quale hanno offeso l'allenatore della squadra meneghina, Antonio Conte, inviso agli ultras giallorossi.
 


Chiaro il messaggio lanciato dal questore Andrea Valentino: «Non c’è impunità per chi non segue le regole nello stadio di Via del mare, soprattutto da quando c’è la massima serie, ma anche negli stadi di provincia come Gallipoli, Casarano, Nardò e Otranto. Nulla è lasciato al caso e nulla di quanto avviene rimane impunito, anche se si crede di potersi nascondere tra la folla. Al momento dell’acquisto del biglietto si sa che si sarà ripresi dalle videocamere ed è proprio grazie ad esse, e ai filmati amatoriali che circolano sul web, che abbiamo individuato i responsabili di gesti di violenza particolarmente odiosi perché hanno visto tra le vittime anche una donna e un ragazzino. Spesso per motivi di sicurezza non si può intervenire subito, ma la polizia e gli steward dello stadio lavorano incessantemente, prima e dopo la partita, per garantire la sicurezza fuori e dentro lo stadio stesso».

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