Influenza, assalto al Fazzi «Mancano i posti letto»

Venerdì 3 Gennaio 2020
Sale la febbre, nel Salento. L'influenza è arrivata con il freddo che ha messo a letto in tanti. Salento zona rossa, dice Influweb, ma anche Influnet certifica i dati dei medici sentinella e la Puglia ha un'incidenza medio-alta: 2,61 casi ogni mille assistiti in carico ai medici di famiglia. I più colpiti bambini e anziani.
E con la febbre sono tornati i classici problemi dell'inverno che accompagnano la sanità salentina, ossia la carenza di posti letto ospedalieri. Ieri, all'ospedale Vito Fazzi di Lecce, c'erano 32 extralocati (pazienti ricoverati in reparti diversi da quello in cui sarebbero dovuti stare per la loro malattia), la vigilia di Capodanno 30. Come al solito molti anziani che con il freddo e l'influenza hanno visto riacutizzarsi le loro cronicità. Il direttore del pronto soccorso, Silvano Fracella, non ha dubbi: «Devono essere aperti gli ospedali per i post acuti, altrimenti non possiamo farcela. Non cambia molto se questo è un picco o se dopo la situazione sarà peggiore. Comunque siamo strapieni, abbiamo gli extralocati, mancano i posti letto. Questo è il problema. È chiaro che con il picco influenzale, gli anziani possono avere una riacutizzazione delle loro patologie con la conseguente necessità di ricovero. La politica deve aprire quei posti letto che sono previsti per Asl Lecce, altrimenti anche il Dea sarà intasato e non sarà cambiato nulla». I reparti per l'Unità di degenza territoriale sono previsti nella riorganizzazione dei Pta che nelle intenzioni rappresenta un passo importante verso la razionalizzazione della medicina del territorio. Cinque quelli previsti per la Asl salentina.
La riconversione riguarda solo gli ex ospedali, ma in una seconda fase le Asl potranno proporre alla Regione nuovi Presidi con l'accorpamento dei servizi territoriali e in considerazione del fatto che ne è previsto uno per ogni distretto socio-sanitario presente nelle varie Asl pugliesi. Un pronto soccorso preso d'assalto, quello del Fazzi, e la criticità aumenta anche per il fatto che anche tre medici e due infermieri sono assenti per influenza.
«Anche il personale si ammala sottolinea Fracella l'influenza sta girando. Si tratta di quattro cinque giorni di febbre e altri disturbi, ma per quei pazienti con altre complicanze, che non possono essere curati a casa, si pone il problema. Nella primavera dell'anno scorso sono stati attivati 15 posti di unità di degenza territoriale a Nardò, poi c'è il reparto a Campi, ma servono tutti i 150 posti letto previsti per la Asl di Lecce». Per contrastare l'influenza, la Asl di Lecce si è attrezzata partendo in anticipo (rispetto allo scorso anno) con la campagna di vaccinazione antinfluenzale avviata a partire dal 5 novembre con 163mila dosi distribuite, di cui 95mila per l'Area Nord e 68mila per l'Area Sud, dei vaccini Vaxigrip Tetra e Fluad MF 59, acquistate dalla Asl per la campagna 2019/2020.
Lo scorso anno nella Asl di Lecce si sono verificati 58 casi gravi e sono state registrate 14 morti, un bilancio che gli esperti ritengono potrebbe essere meno grave se si raggiungesse la soglia ottimale di copertura vaccinale. L'Organizzazione Mondiale della Sanità indica, tra gli obiettivi di copertura per la vaccinazione antinfluenzale, il 75 per cento come obiettivo minimo perseguibile e il 95 per cento come obiettivo ottimale negli over 65 e nei gruppi a rischio. Al netto del vaccino antinfluenzale rimangono sempre fondamentali alcune misure efficaci nel prevenire le infezioni respiratorie, richiamate dal ministero della Salute: lavarsi frequentemente le mani, coprire la bocca e il naso quando si starnutisce e tossisce, rimanere a casa nei primi giorni di malattia respiratoria febbrile per non contagiare le persone con cui si viene in contatto, gettare subito i fazzolettini appena usati. Ma come ogni anno pronto soccorso e i reparti di Medicina, Geriatria, Pneumologia sono in affanno.
M.Mon.
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