Infermiera travolta a Poggiardo, il giudice: «L'automobilista non ha mai rallentato né frenato». Confermato l'arresto

Martedì 3 Dicembre 2019 di Erasmo MARINAZZO

Spunta ora l'aggravante della velocità elevata, anzi “elevatissima” per l'uomo che nella prima serata di venerdì ha investito e ucciso, a Poggiardo, nel Salento, l'infermiera Tatiana Renna, 35 anni, cresciuta a San Donaci ed originaria di Cellino San Marco (in provincia di Brindisi). Che Fabian Palma, 44 anni, di Poggiardo, guidasse una Opel Corsa ad una andatura certamente imprudente lungo la circonvalazione della strada che conduce a Maglie, lo ha contestato il pubblico ministero della Procura di Lecce, Paola Guglielmi. E lo ha confermato nell'ordinanza di convalida degli arresti domiciliari il giudice per le indagini preliminari Edoardo D'Ambrosio.

Travolta e uccisa in bici: il video choc utilizzato dagli investigatori per accusare l'automobilista
Investimento ripreso dalle telecamere «Schianto violento e nessuna frenata»
Mortale a Poggiardo, infermiera investita in bicicletta

Emblematico il video acquisito dagli investigatori che riporta la sequenza della tragedia, con immagini drammatiche: la donna in sella alla sua mountain bike verso le 17.30 attraversa la circonvalazione all'altezza del Parco Dei Guerrieri, in via Grandi: attende il passaggio di due macchine e poi riprende a pedalare. Arriva ad attraversare l'incrocio quasi completamente quando sfreccia la Opel Corsa di Palma che si schianta sulla ruota posteriore della bicicletta. Tatiana Renna viene scaraventata qualche metro in avanti e finisce contro il muro di recinzione di una casa.

Quella sequenza non mostra rallentamenti o frenate. Come del resto ha confermato l'indagato durante l'interrogatorio di ieri mattina con il giudice ed alla presenza degli avvocati difensori Luigi ed Arcangelo Corvaglia. Ne parla il giudice D'Ambrosio nell'ordinanza di custodia cautelare che ha convalidato l'arresto dei carabinieri della stazione di Poggiardo, nella parte dedicata ai gravi indizi di colpevolezza: «Dagli atti si desume come l'autovettura Opel Corsa condotta dall'indagato abbia attraversato l'incrocio a velocità elevata, senza dubbio non adeguata alla situazione dei luoghi (crocevia posto nei pressi di centro abitato e con scarsa illuminazione), senza porre in essere la minima frenata. Mentre la bicicletta condotta dalla vittima, dopo essersi regolarmente fermata per dare la precedenza, aveva ripreso la marcia e attraversato quasi completamente il crocevia. D'Altra parte risulta accertato lo stato di ebbrezza di Palma che è risultato essere positivo al test con un tasso alcolemico molto elevato pari a 3.1 grammi di alcol per litro di sangue».

Un valore di oltre tre volte superiore il limite dello 0,50 stabilito dal codice della strada. Non è stato dato particolare rilievo alla tesi della difesa che Palma non potesse assumere alcolici per via di una patologia che comporta l'assunzione di una terapia farmacologica massiccia. E che quella terapia potrebbe avere condizionato l'esito dell'alcol test. A questo proposito per spazzare via qualsiasi dubbio il pubblico ministero Guglielmi ha disposto un accertamento su un campione di sangue, esteso all'indagato ed ai familiari della vittima.
 

Ultimo aggiornamento: 10:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA