Operaio morto sul cantiere del metanodotto, ora sono due gli indagati. Consulenti al lavoro per ricostruire l'accaduto

Giovedì 28 Maggio 2020
La famiglia ha nominato l'ingegnere Antonio Vernaleone e la Procura l'ingegnere Lelly Napoli: saranno loro due a ricostruire la dinamica dell'incidente mortale sul lavoro avvenuto ieri a Pisignano, sul cantiere per la realizzazione del metanodotto Snam-Tap, cantiere in appalto alla Max Streicher. Una dinamica che, a oggi, risulta ancora incompleta e poco chiara.

Due i consulenti, uno nominato dalla Procura e uno dalla famiglia, che seguiranno l'autopsia sul corpo di Simone Martena, il 34enne operaio che ieri ha perso la vita sul cantiere. Secondo le notizie raccolte da Quotidiano, il procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone  ed il sostituto Alberto Santacatterina - titolari dell'inchiesta sull'incidente e che hanno già provveduto a porre l'area sotto sequestro - hanno già iscritto nel registro degli indagati il nome del conducente del cingolato coinvolto nell'incidente e quello del capocantiere. Un atto dovuto alla luce del fatto che sabato sarà, appunto, effettuata l'autopsia sul corpo del giovane operaio.

Incidente nel cantiere del metanodotto: operaio perde la vita. Cantiere sequestrato. La Cgil chiede un incontro dal prefetto

Martena, di Squinzano, è infatti rimasto schiacciato da una macchina posatubi che si è rovesciata sul terreno. I sindacati, a partire dalla Cgil, hanno richiesto un incontro al prefetto per discutere di sicurezza sul lavoro. 

Interviene anche la Uil:  «Quella di Simone Martena è l’ennesima inaccettabile morte sul lavoro, cui continuiamo ad assistere con rabbia e sdegno. Non è più tempo di discussioni e tavoli tecnici, sappiamo già quello che serve: aumentare i controlli e l’attenzione da parte degli enti preposti, fare verifiche capillari e rigorose soprattutto quando si ha a che fare con cantieri complessi come quello Snam-Tap per la realizzazione del gasdotto, serve investire in sicurezza, lavorare di più sulla prevenzione, così da rendere i luoghi di lavoro sempre meno vulnerabili agli incidenti. Ed anche il sindacato, certamente, deve fare di più». Lo dichiara Salvatore Giannetto, segretario generale della Uil di Lecce. 

«Nell’esprimere le più sentite condoglianze a nome del sindacato alla famiglia del giovane operaio di Squinzano - prosegue - voglio chiedere scusa. Stiamo facendo troppo poco, è vero. Attendiamo le verifiche necessarie e l'accertamento delle responsabilità su questo tragico incidente, ma il problema della sicurezza sul lavoro è generale. Purtroppo il lassismo che aleggia nel mondo delle ditte appaltatrici e le logiche a ribasso rende i problemi della sicurezza sul lavoro sempre maggiori, è una questione che va risolta. Dobbiamo smettere di parlarci addosso e fare, pretendere i controlli e vigilare su di essi. Un impegno al quale siamo chiamati tutti, Spesal, Ispettorato del Lavoro, istituzioni, imprese e rappresentanze sindacali. Non sono le regole a mancare - conclude - ma dobbiamo operare su chi non le applica nel modo giusto, ancor più oggi alla luce di una pandemia che ha accesso i riflettori proprio su questo tema e che richiama, tutti, a un’assunzione di responsabilità». Ultimo aggiornamento: 22:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA