«Multa evitata con il vino». Chiusa l’inchiesta penale, tre carabinieri trasferiti

Martedì 19 Ottobre 2021 di Erasmo MARINAZZO

Chiusa l'inchiesta della Procura di Brindisi che ha messo in luce violazioni contestate ad alcuni carabinieri salentini in servizio nella caserma di Cellino San Marco: vino in cambio di una mancata multa. E indicazioni su inchieste coperte ancora dal segreto istruttorio.
Otto in tutto gli indagati: cinque militari dell'Arma, i tre in servizio a Cellino nelle scorse ore sono stati trasferiti in altre sede.

Si va verso l'archiviazione

Nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari a firma del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro anche due avvocati ed un dipendente della cooperativa Cantine Due Palme della stessa Cellino.
Stralciata la posizione del funzionario del Palazzo di Giustizia di Lecce: si va verso l'archiviazione poiché non sono stati trovati riscontri alle intercettazioni telefoniche in cui si faceva il suo nome per dire che fosse stato contattato perché intercedesse sul processo in appello a carico del dipendente delle Cantine Due Palme e che fosse destinatario di un cartone di vini (l'appello, peraltro, confermò la sentenza di primo grado).


L'accusa non ha invece cambiato orientamento sulle altre circostanze emerse indagando sugli attentati subiti dal presidente delle Cantine Due Palme, Angelo Maci, a luglio dell'anno scorso: l'incendio del 4 luglio dei mezzi parcheggiati nella sede dell'azienda ed i colpi di arma da fuoco sulla casa di Maci del 16 luglio. Questa indagine prosegue e sta accertando se è vero che siano coinvolti esponenti della Sacra corona unita del Nord Salento, e di Campi Salentina e Squinzano in particolare.


Nello stralcio appena chiuso vengono invece contestati la corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e due ipotesi di rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio.
Tanto prospetta l'accusa con gli accertamenti condotti dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Brindisi. Si tratta del solo fronte dell'accusa - è bene ricordarlo - che dovrà passare attraverso il vaglio dell'udienza preliminare e dei processi prima del pronunciamento definitivo che dirà se le accuse siano fondate o meno.


A cominciare dall'accusa contestata a tre carabinieri ed al dipendente delle Cantine Due Palme: la sera del 2 novembre dell'anno scorso il dipendente fu fermato ad un posto di blocco mentre era alla guida di un furgone dell'azienda. E furono problemi poiché non riuscì a trovare il libretto di circolazione.
Per evitare la multa - le carte dell'accusa sostengono questo - si sarebbe recato in azienda per tornare con un cartone con tre bottiglie di vino consegnato poi ai tre militari. Seguirono i commenti indignati, con il tono di chi riteneva di non potere subire un controllo per strada e che certamente i carabinieri sarebbero stati mandati dall'azienda concorrente.
Nel fascicolo si parla anche che il libretto fu trovato sotto al sedile del passeggero e dunque la difesa degli indagati sta puntando a dimostrare che fu questo il motivo che indusse i carabinieri a non elevare la contravvenzione. E nessun altro.


Due avvocati ed altrettanti carabinieri coinvolti nelle rilevazioni del segreto di ufficio: uno per avere riferito l'indirizzo di una persona al legale interessato ad avviare una procedura esecutiva. L'altro per avere indicato l'esistenza di un procedimento penale ed il magistrato a cui era stato assegnato. Comportamenti contestati perché non inerenti agli interessi dell'ufficio ma a quelli dei due legali.
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