L'inchiesta nel Salento: «Versai 7.000 euro a Romano per un posto di lavoro a Sanitaservice»

L'inchiesta nel Salento: «Versai 7.000 euro a Romano per un posto di lavoro a Sanitaservice»
di Erasmo MARINAZZO
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Lunedì 25 Luglio 2022, 05:00

Le testimonianze di due persone che avrebbero versato denaro all’ex consigliere regionale Mario Romano per garantirsi uno dei 159 posti banditi da Sanitaservice per ausiliari addetti alle pulizie ed a lavori manuali. Assistite dai rispettive legali, queste persone sono state interrogate dai finanzieri della compagnia di Otranto nell’inchiesta condotta con il pubblico ministero della Procura di Lecce, Alessandro Prontera, che il 7 luglio ha visto finire agli arresti domiciliari, o colpiti da misure più attenuate, politici, tra i quali Mario Romano, amministratori di società partecipate e sindaci. «Romano mi richiedeva 7.000 euro in cambio dell’assunzione in Sanitaservice», ha sostenuto Luigi Tolento, 37 anni, di Soleto, indagato con Mario Romano per l’ipotesi di reato di traffico di influenze illecite e citato per questo nei capi di imputazione dell’ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Simona Panzera.

La genesi: «Si prende 5.000 dalla povera gente»

Questo troncone dell’inchiesta su presunte “bustarelle” in cambio di posti di lavoro, è nato per verificare la fondatezza delle affermazioni fatte al telefono dall’ex assessore regionale al Welfare, Totò Ruggeri (anche lui ai domiciliari) «....Romano si prende 5.000 euro per trovare un posto alla povera gente». Ed ha inoltre documentato gli incontri avuti da Mario Romano e dal figlio Massimiliano (ex presidente della Provincia, ai domiciliari) con i vertici dell’Arpal per definire - dicono le carte dell’indagine - le posizioni di concorrenti aspiranti al bando indetto da Job Italia.
Se per Arpal le indagini sono ancora in corso, sembra invece ormai definita la questione dell’interessamento per Sanitaservice: due episodi, le altre eventuali anomali le sta accertando l’inchiesta (nei giorni scorsi l’acquisizione in sede della documentazione prodotta da 1.731 candidati) condotta dal pubblico ministero Massimiliano Carducci con i finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria.

Il collaboratore

Quanto ai settemila euro che avrebbe versato Tolento, il suo interrogatorio ha fornito agli inquirenti indizi per continuare a sostenere che Mario Romano raccogliesse richieste di intercedere nei concorsi pubblici attraverso un suo uomo: Antonio Greco, 49 anni, di Carpignano Salentino, colpito dalla misura dell’obbligo di dimora. Tolento riferì ai finanzieri che fu Greco a proporgli un appuntamento con Mario Romano. E raccontò anche come avrebbe provveduto a versargli i 7.000 euro ma che alla fine non se ne fece nulla perché ritenne Romano poco affidabile e che avrebbe perso una parte di quei soldi nonostante i tentativi di recuperarli.

Le rateizzazioni

«Ho chiesto quali erano le sicurezze e lo stesso mi disse che non mi dovevo preoccupare perché aveva gli agganci giusti. Ho accettato, ho pagato 1.500 come anticipo e la restante parte una volta assunto. Romano ha accettato e mi ha fatto fare domanda tramite raccomandata. Dopo questo incontro ho parlato anche con mio cognato Antonio Specchia il quale ha presentato anche lui domanda ed ha stretto il mio stesso accordo con Romano. In particolare io ho consegnato 1.000 euro direttamente a Romano nel mese di novembre. Successivamente io e mio cognato ci siamo incontrati con Romano presso l’ospedale di Galatina a gennaio ed abbiamo consegnato 500 euro a testa. Dopo due giorni abbiamo portato la restante parte di 500 euro di mio cognato ad Antonio Greco. Aggiungo che a Romano, oltre ai soldi dati per il mio concorso ho dato altri 2.000 euro in tre tranche, una da 1.000 euro a dicembre e le altre due da 500 euro in contanti più o meno nel periodo tra gennaio e febbraio per trovare un posto di lavoro (ad una parente, in qualità di Oss. in questo caso....aveva già fatto concorso a Foggia nella quale era posizionata nella posizione 6.500. Romano ha chiesto questi soldi dicendo che anche lì aveva gli agganci giusti per farla assumere prima».

Soldi persi

Concorsi rinviati per il Covid, Romano che non rispondeva più al telefono, Tolento raccontò ai finanzieri di avere perso tutti soldi tranne 1.500 euro. Ed anche il cognato Specchia si presentò in caserma per farsi interrogare.

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