Allarme incendi, la disperazione dei vigili del fuoco: «Emergenza prevedibile, ora ci servono uomini e mezzi»

Domenica 6 Giugno 2021

Una vera e propria implorazione di aiuto. In una lettera indirizzata al prefetto Maria Rosa Trio, al sindaco di Lecce Carlo Salvemini e al comandante provinciale del corpo, Antonio Panaro, i vigili del fuoco chiedono aiuto. Centinaia i roghi dell'ultimo mese: 400 chiamate solo a maggio e un'emergenza che si moltiplica, una notte dopo l'altra, con migliaia di scheletri d'olivo - divorati dalla xylella - a illuminare il cielo del Salento. «Ci risiamo - scrivono dall'Unione Italiana Lavoratori Pubblica Amministrazione, Segreteria Territoriale Vigili del Fuoco Lecce, con Alessandro De Giorgi - il Salento è in fiamme. Quest’anno la situazione è ancora più drammatica, a causa della carenza di mezzi e di uomini per i vigili del fuoco. Campagne abbandonate, mancata prevenzione e mancato controllo dei terreni incolti, sterpaglie altissime ovunque, alberi d’ulivo abbandonati e secchi, un mix esplosivo che rende frequenti gli incendi di massa: dal nord al sud del Salento impegnano centinaia di vigili del fuoco, già stremati dall’enorme carico di lavoro, e devastano un territorio già fustigato da emergenze sanitarie e xylella».

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Carenza di uomini e mezzi

 


Tale e tanto è il lavoro cui far fronte che nella notte appena trascorsa, i caschi rossi salentini sono stati costretti a chiedere aiuto ai comandi provinciali di Brindisi e di Taranto. «Andiamo su e giù per il Salento per chilometri - scrivono ancora al prefetto - con mezzi usurati, vecchi, obsoleti e numericamente insufficienti a garantire un soccorso dignitoso e adeguato. Mancano APS, solo una nuova assegnazione, a fronte di un'età media del parco automezzi di circa di 20/25 anni e 400mila chilometri di media percorsi per ciascun veicolo. Mancano pick-up. A fronte di quattro messi fuori uso, solo uno in nuova assegnazione. Si tratta di mezzi fuoristrada, piccoli e duttili, utilissimi nell’affrontare e fermare gli incendi che si sviluppano all’interno di terreni e aree boscate e di macchia e senza i quali il lavoro dei Vigili del fuoco, diventa più pesante, sacrificato, al limite dell’umano! Manca personale qualificato, a causa dei recenti quanto discutibili criteri di assegnazione nazionale, basati sulle percentuali di carenza dei diversi comandi e non sulle reali carenze a carico dei comandi. Lavorare in queste condizioni significa sfiancarsi per ore, con carichi di lavoro impossibili da sopportare, e una intera stagione estiva ancora davanti».

Non solo. «Le risorse in convezione Regionale AIB - procedono i vigili del fuoco - garantiranno solo 28 giorni su 92 la squadra supplementare di rinforzo AIB VVF, un taglio netto di 17 giorni rispetto all’anno precedente, che diventa di 32 giorni, se rapportato all’anno 2019 ed ai precedenti! Siamo alla pubblicazione di bollettini di guerra. Siamo in piena crisi incendi e, siamo solo ai primi di giugno! La chiamano “Emergenza incendi”, ma le cause di aumento degli incendi sono da imputare principalmente allo stato di abbandono e noncuranza di privati e pubblici terreni, invasi da arbusti ed erbacce di ogni genere, che mettono a repentaglio la sicurezza di incolpevoli cittadini, che onestamente pagano i loro tributi allo Stato. La maggior parte degli interventi dei Vigili del Fuoco infatti, sono effettuati presso terreni incolti, invasi da erbacce e vegetazione d’alto fusto, lasciati in stato di abbandono da cittadini noncuranti delle disposizioni regionali e locali in tema di prevenzione incendi. Tutto questo non è dovuto a una situazione imprevista. Gli incendi da queste parti sono una consuetudine, forse da attribuire a chi continua in maniera improvvisata ed impreparata ad affrontare il problema? Eppure le norme per arginare il fenomeno ci sono ma, quante fasce protettive lungo tutto il perimetro dei terreni invasi da sterpi, atte ad evitare che, un eventuale incendio, attraversando il fondo, possa propagarsi alle aree circostanti e/o confinanti, troviamo in giro per le campagne? I pochi controlli e la scarsa prevenzione da parte degli organi istituzionali, fanno il resto. Così le inosservanze continuano ad essere reiterate nel tempo, così come le inosservanze alle disposizioni, mentre il carico di lavoro dei Vigili del fuoco aumenta a dismisura».

Da qui la richiesta di un maggior impegno dei comuni ««per garantire la salubrità dall'ambiente, il decoro e la pulizia delle campagne private e pubbliche, ottemperando agli obblighi di prevenzione e controllo. Così come da ordinanze atte a regolare i compiti e gli obblighi che i comuni devono rispettare e far rispettare.Chiediamo l’intercessione di sua Eccellenza e del Signor Sindaco di Lecce - concludono - finalizzata all’acquisizione di mezzi, in comodato d’uso per i vigili del fuoco, magari attraverso l’intercettazione di fondi POR, o attraverso aiuti da parte di imprenditori privati. Nel frattempo i vigili del fuoco non si fermeranno».

Ultimo aggiornamento: 16:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA