Il Salento devastato dalla xylella: le immagini choc dall'elicottero. Il ministro: «Pelle d'oca, chiedo scusa: lo Stato ha fallito»

Il Salento devastato dalla xylella: le immagini choc dall'elicottero. Il ministro: «Pelle d'oca, chiedo scusa: lo Stato ha fallito»
«Pelle d'oca, choc, queste le sensazioni che ho provato guardando dall'elicottero l'area colpita dalla xylella fastidiosa. Un conto è vedere nei campi, un conto è vedere dall'alto. A guardare dal cielo sembra che la regione sia avvolta in una ragnatela, sembra di vedere una zona colpita da un incendio». Queste le impressioni del ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, subito dopo la perlustrazione in volo compiuta questa mattina insieme al presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini. L'iniziativa organizzata da Coldiretti Puglia si è poi conclusa nel Teatro Politeama Greco di Lecce, gremito di agricoltori e produttori agricoli arrivati da tutta la regione. «Chiedo scusa alla Puglia – ha aggiunto il ministro – perché lo Stato-Ministero, lo Stato-Regione, lo Stato-Politica, lo Stato-Magistratura in questi anni non ha capito o ha voltato la faccia dall'altra parte. Ci abbiamo messo un po' di tempo, per colpa della burocrazia, i tempi sono stati lunghi e per ogni mese perso, come ha sottolineato Coldiretti, l'infezione ha guadagnato due chilometri in più. Ma ora, grazie al decreto, approvato con larghissima maggioranza, potremo finalmente accelerare, perché c'è uno strumento che ci consentirà di lavorare in maniera più veloce». Prima di congedarsi Centinaio ha annunciato la sua intenzione di risolvere anche la questione “frantoi” già a partire da dopodomani. «Lavoreremo per trovare la soluzione – ha assicurato. Voglio guardare al futuro, a una terra che risorge».

Il sorvolo in elicottero è durato 45 minuti e ha riguardato 165 chilometri di area infetta. «Dopo anni di errori, incertezze e scaricabarile – ha denunciato il presidente di Coldiretti Prandini – occorre un deciso cambio di passo con l’importante approvazione in Parlamento del decreto emergenze, profondamente modificato rispetto all’impostazione iniziale, per sostenere gli agricoltori colpiti dell’area infetta che vogliono soltanto avere la libertà di espiantare, reimpiantare e non morire di xylella e burocrazia, anche grazie all’individuazione di varietà resistenti come il Leccino. Si deve quindi intervenire – ha aggiunto Prandini – per fermare il dilagare della malattia mentre nelle aree infettate occorre trovare adeguati sistemi di convivenza, come innesti e sovrainnesti con varietà resistenti».

 

Una strage che – conclude Coldiretti - avanza inarrestabile a una velocità di più 2 chilometri al mese e, dopo aver devastato la Puglia, rischia di infettare l’intero mezzogiorno d’Italia a partire dalla Basilicata fino alla Calabria, alla Campania e al Molise. Ma la xylella secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) minaccia la maggior parte del territorio Ue dove tra l’altro sono stati individuati altri casi di malattia, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania al Portogallo. Dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi arrivando pericolosamente in provincia di Bari ed ora anche a Taranto, con effetti disastrosi sull’ambiente, sull’ambiente, l’economia e sull’occupazione”.



Quotidiano vi propone il video con le immagini choc: campagna inaridite, devastate, irriconoscibili. Il verde degli oliveti che per secoli ha contraddistinto il nostro paesaggio è ormai uno sbiadito ricordo. 
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Lunedì 20 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento: 14:22