Il passo del Comune «Via le scritte-scempio dal Molo di Adriano»

Giovedì 22 Aprile 2021 di Leda CESARI

Via l'orrendo murales dal Molo di Adriano di San Cataldo. Via lo scempio vandalico che, da troppi mesi, violava la bellezza dell'insenatura della marina leccese tra il fato e i resti del porto di età romana.
La svolta arriva dal Comune dopo segnalazioni, proteste e una petizione online vicina alle 1.000 firme raccolte in pochi giorni. L'annuncio è dell'assessore alla Cultura, Fabiana Cicirillo: «Il Comune si farà carico della rimozione della scritta spray sul primo degli spezzoni residui della parte novecentesca del Molo. Abbiamo individuato le somme necessarie e provvederemo nei prossimi giorni insieme all'assessorato ai Lavori pubblici».
L'intervento non risolverà, però, in modo definitivo il problema della valorizzazione dell'insediamento anche se nuove misure per la tutela dall'erosione e per la messa in sicurezza del Molo di Adriano risalente all'epoca romana erano stati annunciati ieri, in un intervento, dalla Soprintendente Barbara Davidde: barriere sui fondali - c'è già lo studio - a protezione dei resti archeologi.

Il "buco" nel restyling


Restava, però, il vulunus delle scritte con lo spray: un paradosso vista la spesa esigua - un migliaio di euro, forse poco più - per ripulire la struttura muraria a ridosso del mare. D'intesa, ovviamente, con la Soprintendenza, «con la quale il Comune - aggiunge l'assessore comunale - è in contatto costante e collaborativo, e il cui cantiere ci consente di immaginare un lavoro vero di rilancio di questo bene monumentale di grandissimo valore archeologico, che in parte fu sovrastato all'inizio del Novecento dai lavori di realizzazione di un porticciolo, mai completati, dei quali ciò che emerge oggi è il lascito rovinoso che, peraltro, necessita della messa in sicurezza a tutela dell'incolumità di tutti».
Un impegno, quello della Cicirillo, ribadito nella formula del tandem. «Voglio ringraziare la Soprintendente Davidde e l'architetto Cacudi - conclude l'assessore - per l'impegno che stanno profondendo per il recupero e la tutela dell'antico Molo, bene culturale imprescindibile per lo sviluppo futuro di San Cataldo».

 

La petizione


Una battaglia, quella per il Molo di Adriano, che nei giorni scorsi è stata rilanciata dalla Voce di Lecce, gruppo Facebook di ormai quasi 2.500 iscritti e che ha avviato una petizione online su Change.org arrivando a quasi 1.000 firme nel giro di pochi giorni. «Come Voce di Lecce esprimiamo grande soddisfazione per la decisione del Comune, anche se eravamo in ogni caso pronti a partire con una raccolta fondi o ad autotassarci per rimuovere quello sfregio, spiega in rappresentanza del gruppo che presto diventerà associazione». A parlare è Alfredo Prete, titolare dello storico lido York di San Cataldo: «Questo intervento è naturalmente solo un sassolino in uno stagno, perché l'obiettivo finale è la valorizzazione e la messa in sicurezza del sito archeologico. La petizione continuerà e la Voce di Lecce continuerà a vigilare sull'arrivo degli annunciati finanziamenti per il rilancio del sito e della marina di San Cataldo». Solo una postilla finale. «Ci saremmo aspettati - conclude Prete - un minimo di ringraziamento da parte dell'assessore per aver denunciato lo stato di degrado del monumento, ma non fa niente. Non interessa appuntarci medagliette sul petto, anche se questa è la dimostrazione di come sia grande il distacco tra la politica e i cittadini».
A salvaguardia del Molo si muove anche Paolo Pagliaro, capogruppo in Regione per la Puglia domani, che in una lettera ai presidenti del Consiglio regionale Loredana Capone e della commissione consiliare regionale Cultura, Domenico Santorsola, chiede una convocazione urgente della stessa per un'audizione sullo stato di avanzamento del restauro e per chiedere lumi su interventi e valorizzazione. L'invito è rivolto all'assessore regionale alla Cultura, Massimo Bray, al sindaco di Lecce Carlo Salvemini, alla segretaria regionale Mic per la Puglia Maria Piccarreta, alla Soprintendente per Brindisi e Lecce Barbara Davidde. Oltre che allo stesso Prete. Pagliaro guarda già oltre: «Al di là degli interventi programmati vi è l'esigenza di un recupero complessivo del Molo di Adriano che, per la sua rilevanza storica e scientifica, merita lo sforzo sinergico di Mic, Regione Puglia, Soprintendenza, Università e Comune di Lecce farne un faro di attrazione anche a fini turistici».
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