Bianco, furtivo e velocissimo: fra lettini e ombrelloni, si aggira il “granchio fantasma”. Ecco dove è stato avvistato

Giovedì 2 Luglio 2020 di Anna Manuela VINCENTI
Avvistata, tra Pescoluse e Posto Vecchio, una tana di "Granchio fantasma", nome volgare dello scientifico "Ocypode cursor". La specie protetta, che vive solitamente nel Mediterraneo orientale, è stata individuata ieri mattina sulla spiaggia delle marine di Salve.
Il piccolo crostaceo presente nel Mediterraneo nella zona del Libano e della Turchia, è stato ritrovato anche nell’Oceano Atlantico e in Nuova Guinea e sempre di più negli ultimi anni si sta diffondendo nella zona Ionica ed Adriatica del Salento. È stato già avvistato, infatti, nelle zone dai Bacini di Ugento da lì in seguito a Rivabella di Gallipoli, a
Torre San Giovanni di Ugento ed ora a Posto Vecchio.



«Il suo ritrovamento –racconta Piero Carlino del Centro recupero tartarughe di Calimera-
casualmente corrisponde alla nidificazione delle tartarughe Caretta Caretta di cui è predatore dei piccoli nati».
Grande quanto il palmo di una mano vive insabbiato a 20 metri dalla riva, ed ogni tanto fuoriesce. Tutti lo cercano, ma nessuno lo trova, è velocissimo ed è impossibile prenderlo, è un abile cacciatore, usa mimetizzarsi ed uscire di notte per cacciare piccole prede.
Gli studiosi Giorgio Mancinelli dell’Università del Salento e Piero Carlino del Centro recupero tartarughe di Calimera stanno studiando i suoi spostamenti, i due sono anche autori di uno studio sul Ocypode cursor.

Molto probabilmente il suo arrivo nel Salento è dovuto ai cambiamenti climatici, il
surriscaldamento delle acque e lo spostamento delle stesse Caretta Caretta nel nostro territorio ha aiutato la sua diffusione. «Molto hanno contribuito le correnti marine –spiega Giorgio Mancinelli- che hanno trasportato in giro le larve. Un tempo i nostri territori non erano adatti alla vita degli adulti, che con i cambiamenti climatici hanno trovato condizioni più favorevoli, come del resto molte altre specie, un esempio è il pesce Serra che molti pescatori pescano sempre più spesso». Da notare le piccole e particolari impronte lasciate sulla sabbia a causa del suo frequente "vai e vieni" notturno dal rifugio. © RIPRODUZIONE RISERVATA