Graduatorie provinciali per le supplenze: «Sono piene di errori, centinaia di ricorsi»

Venerdì 18 Settembre 2020 di Maddalena MONGIò
Ripubblicati gli elenchi delle graduatorie provinciali per le supplenze, ma i problemi non sono stati risolti, dietro l'angolo si profila una stagione di ricorsi e i sindacati sono in stato di agitazione: lo sciopero nazionale è alle porte.
Nel Salento hanno chiesto di essere inseriti nelle Gps 25mila aspiranti a una cattedra e 503 sono stati esclusi con un decreto firmato dal dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale, Vincenzo Melilli, che ha disposto l'esclusione «per carenza del requisito di ammissione».

Ma intanto chi è rimasto in elenco lamenta errori e penalizzazioni. Un problema che va dal tacco alle Alpi e anche per questo sono in scaletta tre giorni di sciopero nazionale, giovedì, venerdì e sabato della prossima settimana, che nel Salento coincidono con l'avvio del nuovo anno scolastico nella scuola pubblica. In pratica i dirigenti prima di dare il benvenuto hanno dovuto comunicare alle famiglie l'eventualità di un servizio che potrebbe non essere pienamente garantito. Qual è la linea di confine tra il diritto e la sua violazione? Lo spiegano Maria Rosaria Valentino, segretaria provinciale dello Snals, e Arturo Gaetani segretario regionale della Uil scuola con delega per la provincia di Lecce. Valentino non nasconde l'amarezza per una situazione che si profila complicata e incide negativamente sulle possibilità di chi può ambire a una supplenza, ma si è trovato azzoppato da un punteggio non corrispondente allo stato di servizio. Gaetani punta il dito direttamente sulla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina che ritiene artefice del vespaio che si è generato e che ricade interamente sulle spalle degli aspiranti a una supplenza e degli uffici scolastici provinciali costretti a una corsa a ostacoli.

«Continuiamo a ricevere segnalazioni di persone a cui il punteggio non è stato corretto rende noto Valentino che solo nella mattinata di ieri ne ha ricevute circa 400 , ma a nostro parere ce ne sono tante con errori sanabili perché dovuti a calcoli sbagliati delle scuole. Sappiamo che gli uffici non hanno potuto apportare correttivi a tutti i reclami per mancanza di tempo. Altre situazioni non sono state prese in considerazione perché non hanno ritenuto scusabili gli errori generati dalla complessità della domanda. C'è un fortissimo malcontento e noi siamo in stato di agitazione. Purtroppo le direttive parlano dall'alto e tutto il caos che si è generato è dovuto a una chiusura sulle Gps da parte del Ministero che non avrebbe voluto neppure la revisione che poi è stata fatta, ma con tempi strettissimi».

Valentino vorrebbe che fosse scongiurata una stagione di ricorsi che non aiuta nessuno, ma «se non ci daranno alternative, purtroppo ci saranno i ricorsi e non è possibile neppure fare una class action perché ognuno rivendica singoli problemi».
Gaetani non le manda a dire: «Le Gps sono state un grande azzardo voluto dalla ministra che ha movimentato l'interesse di centinaia di migliaia di precari e laureati: in provincia di Lecce ci sono state circa venticinquemila domande. Abbiamo visto di tutto, a partire dalla procedura di compilazione delle domande che risultava alquanto confusa e ha prodotto errori, anche di carattere interpretativo delle domande poste, con un grave danno nella collocazione in graduatoria dell'interessato. Il ministero ha cercato di correre ai ripari riconoscendo che errori si sono verificati in quanto il sistema informatico in alcuni momenti andava in tilt falsando tutti i dati inseriti. Per risolvere il problema hanno pensato di scaricare sugli uffici scolastici provinciali e sulle segreterie delle scuole la valutazione dei reclami presentati da candidati presenti in Gps. La verità è che la rivoluzione digitale annunciata dalla ministra, come era prevedibile, è naufragata».

E non basta. Gaetani rincara: «Purtroppo le procedure e le responsabilità dei dirigenti scolastici sono aumentate, si è passati dalle molestie burocratiche al decentramento di competenze ministeriali fingendo di non sapere che non ci sono le condizioni nelle segreterie scolastiche (mancanza di dsga e di un organico di assistenti amministrativi sottodimensionato) per far tutto ciò che la circolare sulle Gps richiedeva agli uffici territoriali. A questo punto, sfuggendo alle proprie responsabilità, il ministero ha delegato la verifica e la regolarizzazione dei contratti a tempo determinato alle segreteria scolastiche. Per la Uil scuola questo modo di agire rappresenta un'azione disperata che a nostro parere non potrà eliminare i tanti contenzioni che giocoforza si determineranno». © RIPRODUZIONE RISERVATA