Gial Plast, il tribunale sospende l'interdittiva: potrà partecipare agli appalti pubblici

Giovedì 4 Luglio 2019
Il Tribunale sospende l’interdittiva antimafia alla Gial Plast, impresa che si occupa della raccolta dei rifiuti in numerosi comuni pugliesi. 

Nonostante la ferma opposizione della prefettura, l'ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Lecce - presidente Fabrizio Malagnino, relatore Marcello Rizzo- ha accolto l’istanza di ammissione al controllo giudiziario presentata dalla Gial Plast, per voce dei suoi avvocati, i legali Pietro e Luigi Quinto, Giuseppe e Michele Bonsegna, sospendendo il provvedimento interdittivo disposto dalla prefettura lo scorso marzo. 

La Gial Plast, insomma, potrà continuare a operare senza limitazioni nel settore degli appalti pubblici, partecipando a ogni gara, stipulando contratti e offrendo i propri servizi alle Pubbliche amministrazioni. Il suo management potrà recuperare piena operatività, ma sarà affiancato da un "controllore", che dovrà vigilare sul corretto prosieguo delle attività di impresa. 

«Va ricordato - scrivono gli avvocati Quinto e Bonsegna - che l’informativa prefettizia si basava essenzialmente su due profili: la pendenza di alcuni processi penali a carico di uno degli amministratori e socio di minoranza della società, che risulta comunque incensurato, e l’assunzione di alcuni dipendenti considerati controindicati o perché attinti da precedenti penali o perché ritenuti vicini alla criminalità organizzata. Nel provvedimento del Tribunale, al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per l’accesso al controllo giudiziario, sono stati esaminati tutti gli elementi posti alla base del provvedimento interdittivo della prefettura sotto il profilo della occasionalità. I giudici della II Sezione Penale hanno rilevato come i processi a carico dell’amministratore, per la loro natura e consistenza, non siano in
realtà idonei a dimostrare la sussistenza di una condotta da parte della società atta ad agevolare la criminalità organizzata. Con l’unica eccezione del processo tutt’ora in corso relativo all’affidamento del servizio di igiene urbana nel Comune di Cellino San Marco, per fatti risalenti comunque al 2011. Questo unico precedente, ove accertato all’esito del processo penale, dimostrerebbe che l’ipotizzato contatto tra la società e la criminalità organizzata avrebbe natura meramente occasionale, come tale legittimante, secondo lo schema normativo, l’ammissione al controllo giudiziario».

Per quanto riguarda le assunzioni ritenute sospette, «il Collegio ne ha sottolineato la irrilevanza alla luce dell’inconsistenza numerica rispetto alla platea complessiva
dei lavoratori (circa il 7%) e della circostanza che la quasi totalità dei soggetti controindicati sia stata assunta perchè tutelata dalla cosiddett “clausola sociale”, che impone l’assorbimento del personale del gestore uscente da parte dell’impresa subentrante nella gestione dell’appalto» proseguono gli avvocati.

Dunque l’occasionalità, il carattere discontinuo e non strutturato «della condotta finalizzata ad assecondare contesti delinquenziali - ha rilevato il tribunale - giustifica l’accoglimento dell’istanza formulata dagli avvocati Quinto e Bonsegna e pone la società in condizione di
operare a pieno titolo sotto il controllo di un professionista nominato dal giudice a cui dovrà riferire periodicamente sugli esiti dell’attività di sorveglianza».

«La misura concessa - hanno dichiarato Luigi Quinto e Michele Bonsegna – fa corretta applicazione di un istituto pensato dall’ordinamento per contemperare l’interesse privato dell’impresa, quello sociale alla salvaguardia dei livelli occupazionali e quello pubblico alla prevenzione rispetto a situazioni che possano essere anche solo sospette di intrecci tra criminalità organizzata e il tessuto economico locale. Consente infatti di seguire un percorso condiviso tra le istituzioni coinvolte, più volte auspicato dalla società attraverso
la segnalazione preventiva fatta all’Organo di governo all’esito dello screening dell’Organo di Vigilanza nominato dalla società Gial Plast, ma finora respinto dalla Prefettura, finalizzato a perfezionare la piena rigenerazione dell’operatore economico e la completa cesura da ambienti controindicati, quand’anche, come nel caso di specie, siano rilevati elementi meramente indiziari». Ultimo aggiornamento: 13:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA