Gallipoli, minacce di morte al sindaco per avere la casa popolare: arrestato

Il primo cittadino: quando si è dalla parte del giusto, allora nulla si deve temere

Stefano Minerva
Stefano Minerva
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Venerdì 13 Maggio 2022, 07:43 - Ultimo aggiornamento: 21:30

Pretendeva una casa popolare. E, per ottenerla, ha minacciato il sindaco di Gallipoli e un consigliere comunale sia telefonicamente che di persona recandosi negli uffici comunali. 

L'arresto nella tarda serata di ieri

Si tratta di un gallipolino, conosciuto dalle forze dell'ordine come appartenente alla sfera della delinquenza locale, l'uomo arrestato nella tarda serata di ieri con l'accusa di avere minacciato di morte il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, ed il consigliere comunale Giancarlo Padovano. Il primo cittadino e presidente della Provincia di Lecce è stato più volte raggiunto telefonicamente, al cellulare e al telefono fisso del suo ufficio, dall'uomo che ha preteso di avere la casa popolare senza sottoporsi alla procedura della graduatoria e minacciando entrambi di morte se non l’avessero accontentato.

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Minacce alla presenza della polizia

Ieri l'indagato, Stefano Della Rocca, 47 anni,  si è presentato nuovamente nella sede dell'ufficio del sindaco e nonostante la presenza dei poliziotti del commissariato di Gallipoli ha continuato a minacciare Minerva e il consigliere.

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Rischia sette ani di carcere

Per questo è stato arrestato in base alla legge varata nel 2017 per tutelare gli amministratori pubblici dalle minacce: "Chiunque usa violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ai singoli componenti o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica autorità costituita in collegio o ai suoi singoli componenti, per impedirne, in tutto o in parte, anche temporaneamente, o per turbarne comunque l'attività, è punito con la reclusione da uno a sette anni". Carcere, per questa persona, difesa dall'avvocato Fabio Vincenti.

Le dichiarazioni del sindaco Minerva

«Pensavo che non fosse necessario un intervento dopo gli avvenimenti di ieri pomeriggio, ma gli articoli di stampa e le tante telefonate di solidarietà che sto ricevendo mi impongono di raccontare l’accaduto. Ciò che è successo nel pomeriggio di ieri è solo una parentesi triste, un atteggiamento isolato di chi pensa che con la violenza si possano risolvere le cose - ha dichiarato il sindaco di Gallipoli -  Io e un consigliere della mia maggioranza, Giancarlo Padovano, abbiamo ricevuto minacce di morte e "avvertimenti" per un semplice motivo: non abbiamo assecondato la richiesta di assegnazione - diretta, senza procedure e graduatorie - di una casa popolare».

«Torno a dire che questa è stata solo una parentesi, un caso isolato in una comunità di gente perbene: ora per la persona in questione sono stati presi dei provvedimenti. Quando si è dalla parte del giusto, allora nulla si deve temere - ha aggiunto - Io sono sempre stato dalla parte del giusto e della legalità, sono sempre stato consapevole che nel momento in cui  avrei scelto di fare politica, avrei dovuto affrontare anche situazioni meno piacevoli. La paura è un sentimento naturale ed umano ma fare la politica, e dunque ricoprire cariche istituzionali, vuol dire non lasciare spazio ai timori, altrimenti risulta impossibile perseguire il bene comune. Se così fosse, sarebbe davvero facile fare promesse e rimandare nel tempo richieste impossibili o nascondersi e non farsi trovare, addirittura abbassare la testa e cercare di assecondare richieste illecite ed ingiuste. Io invece ho sempre scelto di dire la verità - dice Minerva - . Quando si crede nella legalità e nell’onestà, questo credo non deve essere solo sbandierato con le parole ma deve essere dimostrato con i fatti, nelle scelte e nelle azioni quotidiane. Per questo motivo non abbiano abbassato la testa e, consapevoli che la nostra unica colpa sia stata quella di dire la verità e di seguire la strada della legalità,abbiamo allertato le Forze dell’Ordine» che ringrazia per l'eccellente intervento. 

La solidarietà

«Il sorriso di Stefano Minerva, che oltre ad essere un bravo sindaco e presidente della Provincia è un uomo per bene, con principi saldi di legalità, ci ricorda che nella vita di un amministratore possono esistere, accanto alle tante soddisfazioni, anche momenti tristi come quello che lo ha coinvolto. E che questi momenti vanno affrontati e superati senza perdere la consueta voglia di fare e l'amore per la propria comunità». Così il sindaco di Lecce Carlo Salvemini dopo le minacce di morte ricevute dal sindaco di Gallipoli 

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