Tartaruga marina colpita con l'arpione: operata, è salva. Pochi giorni fa un altro esemplare preso a picconate: «Basta superstizione»

Sabato 26 Settembre 2020
Una Caretta caretta recuperata in zona Torre San Giovanni (Gallipoli), con un arpione conficcato nel collo. «Si trattava di un arpione, probabilmente un pezzo di una fiocina utilizzata da un soggetto di dubbia intelligenza per allontanare, o peggio tentare di uccidere, l’animale. Fortunatamente l’arpione - spiega la pagina Facebook Guidanimale che ha segnalato il ritrovamento - non ha intaccato organi vitali, attraversando pelle e muscoli e fermandosi accanto alle vertebre cervicali, e la rimozione chirurgica è avvenuta con successo».



La tartaruga è stata avvistata da un pescatore e da un sub amatoriale, che hanno recuperato l'animale, in evidente difficoltà. I medici della Asl hanno provveduto ai primi accertamenti sul suo stato di salute e poi i veterinari del Centro Veterinario Lupiae l'hanno operata. Ora l'esemplare di Caretta Caretta si trova al Centro di recupero del Museo di Storia naturale del Salento, a Calimera, dove farà la sua convalescenza. 



«Nel Salento, molti anni fa - spiega Enrica Calò, dottoressa in Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali, “anima” della pagina di approfondimento Guidanimale -, si credeva che una tartaruga marina impigliata nella rete di un pescatore portasse sfortuna e che per scacciare la sfortuna bisognasse ucciderla. Nella stessa settimana sono arrivate due tartarughe con ferite chiaramente causate dall’uomo: una presa a picconate  e questa.
Mi chiedo se nel 2020 si possa ancora dare la colpa alla superstizione o se sia arrivato il momento di prenderci le nostre responsabilità e di parlare di crimini contro natura, maltrattamento di animali, ignoranza, e quel che è peggio, puro e semplice gusto per la crudeltà». Ultimo aggiornamento: 20:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA