«Attuo politiche anti-sprechi ma non è stato sufficiente»

Attilio Caputo
Attilio Caputo
di Antonella MARGARITO
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Lunedì 3 Ottobre 2022, 08:14 - Ultimo aggiornamento: 08:15

È stata una domenica a dir poco convulsa, per l'imprenditore salentino Attilio Caputo, direttore di Caroli Hotels. Dopo aver annunciato, sin dal primo mattino, di voler chiudere i suoi cinque hotel - due a Santa Maria di Leuca, Hotel Terminal e Villa La Merdiana e le tre di Gallipoli, Sirenè, Bellavista hotel e Joli Park - a causa del caro bollette, il suo telefono è diventato rovente, tra chiamate di colleghi, giornalisti, dipendenti. E' stanco, certamente addolorato per la decisione presa, ma sicuramente determinato.


Caputo, come mai una decisione così drastica?
«Diciamo che il trend di crescita delle bollette da marzo ad oggi è stato incredibile, con un picco nei mesi di luglio e agosto. Le cifre parlano da sole: 500.000 euro per tutte e cinque le strutture. E questo nonostante il posizionamento di pannelli fotovoltaici sulle terrazze di tutte le strutture, che hanno contribuito ad abbattere i costi di circa il 15 per cento».


Da operatore turistico come ha vissuto questa problematica in questi ultimi mesi?
«Guardi, già da tempo avevamo inserito e successivamente anche implementato la domotica, ovvero la gestione intelligente dell'edificio che consente un controllo atto ad evitare degli sprechi energetici. Inoltre, come ho già detto, abbiamo inserito il fotovoltaico e tutte le attrezzature che consentono un abbattimento dei costi e un adeguato risparmio. Abbiamo rimodernato il sistema dell'impianto di condizionamento, inserito anche le lavatrici a basso consumo e utilizzato l'illuminazione a led. Tutto questo anche in considerazione del fatto che siamo strutture certificate Ecolabel».


E nemmeno tutto questo è bastato?
«No. E tra l'altro non sono il solo a vivere questa situazione, che condivido quotidianamente con tanti colleghi albergatori. La questione energetica è stata oggetto di discussione nelle ultime assemblee direttive di Assohotel presieduta da Giancarlo De Venuto, che ha poi riportato le problematiche segnalate dagli associati a livello nazionale sin da prima dell'estate.


In questa fase quali sono i problemi che deve affrontare il settore del turismo?
«Al primo posto, appunto, lo spropositato aumento degli oneri energetici ma non di meno il prezzo dei carburanti e l'andamento inflattivo delle merci. Anche questo ha fatto la sua parte».


Cosa vorrebbe chiedere al governo? Come si può risolvere o quanto meno fronteggiare il caro bollette?
«Siccome il contesto geopolitico è quella di una economia di guerra, non può che incidere sul quadro governativo europeo e nazionale. Chiaramente sarebbe il caso che si adottassero delle misure straordinarie ponendo in primis un tetto al costo dell'energia che sta generando problematiche che investono anche il sociale. Vere e proprie vessazioni.


Gallipoli senza i Caroli Hotels sembra incredibile. Non è che la sua è solo una provocazione, finalizzata a richimare l'attenzione sul problema del settore?
«Diciamo che le bollette purtroppo raccontano tutt'altra storia. La comunicazione alla Prefettura di Lecce dimostra come questa decisione sia stata sì sofferta, ma necessaria. E aggiungo che l'avvio del percorso per attivare il fondo di integrazione salariale è una realtà. Che dire? Mi auguro che, insieme ai colleghi albergatori, questo allarme - da non intendersi, si badi bene, come una richiesta di assistenzialismo -, possa portare benefici all'intero comparto turistico. Devo ricordare infatti a tutti che, il comparto del turismo, a livello nazionale, genera il 13 per cento del Pil. Non si può restare fermi di fronte a questa emergenza».
 

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