Ragazzini si lanciano sotto le auto, dilaga la nuova sfida di Tik Tok. Dopo Gallipoli, Galatone: «Vanno fermati»

Giovedì 18 Febbraio 2021

Dopo Gallipoli, anche Galatone. L'ultima sfida di Tik Tok - lanciarsi sotto le auto in corsa, pratica denominata “planking” - dilaga nel Salento, come nel Paese. E poco importa se, subito dopo il primo episodio segnalato da Nuovo Quotidiano di Puglia (Ragazzini si lanciano contro le auto: la nuova sfida di Tik Tok contagia anche il Salento. La psicologa: «Combattono contro la solitudine»), la Procura minorile ha aperto un'inchiesta. Non è certo l'indagine della magistratura a poter dissuadere ragazzini di 11, 12 o 13 anni dallo sfidare la sorte per vincere la noia o i fantasmi dell'adolescenza agli inizi. «Combattono la solitudine» aveva spiegato la psicologa Gabriella Nenna. «I social sono uno strumento utilizzato per respingere la solitudine e dimostrare qualcosa agli altri - aveva aggiunto -, per competere. Ma il limite spesso non viene compreso dai ragazzini e quella che è una vera e propria prova di pericolo per loro è un gioco. Bisogna interrogarsi sulle dinamiche che scatenano questo percorso».

Ragazzini contro le auto: folle gioco per Tik Tok. Ora indaga la Procura

Dinamiche che, in una accorata lettera scritta ieri al sindaco Flavio Filoni, ai docenti e ai genitori, la dirigente scolastica del primo polo di Galatone, Adele Polo, cerca di indagare per «fermare sul nascere questa malsana abitudine, perché un giorno non si abbia a dire che “potevamo fare di più”». Una lettera denuncia la sua, nella quale segnala che in viale Aldo Moro, proprio a Galatone, «un nutrito gruppo di ragazzini ha simulato la challenge di buttarsi volutamente sulle auto in transito, provando a posizionare i piedi sotto le ruote in movimento e aggredendo i veicoli con calci e pugni (...). Tali atteggiamenti gravemente a rischio non sono nuovi per la nostra realtà cittadina».

Dallo slargo davanti alla scuola primaria, in via De Pace, a quello della scuola media De Ferrariis fino alla scuola Don Milani, la dirigente ricorda che sono «noti a tutti i luoghi in cui i ragazzi si riuniscono, adottando comportamenti che arrecano danni e disturbo». Non solo il planking, che mette a repentaglio la loro salute e vita, ma anche il lancio di sassi contro le finestre della scuola, le minacce contro una collaboratrice scolastica in servizio pomeridiano, urla e bestemmie, l'abbandono di rifiuti sui davanzali delle finestre delle scuole. Tutto, peraltro, senza che questi gruppetti si preoccupino di indossare la mascherina «con le conseguenze ben note che tali atteggiamenti possono provocare» chiarisce Polo.

La dirigente rivolge il suo «appello a tutti, ricordando sempre un antico proverbio africano "Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio"», richiamando ragazzi a comportamenti più sani, i genitori a un maggiore controllo e il sindaco e le forze di polizia a pattugliare maggiormente le zone indicate. Prima che succeda l'irreparabile. 

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