Nuovo pentito per il clan Coluccia: il nipote del boss rivela: «Ecco chi detta le direttive»

Nuovo pentito per il clan Coluccia: il nipote del boss rivela: «Ecco chi detta le direttive»
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Venerdì 9 Settembre 2022, 12:15 - Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 08:15

Trema il clan Coluccia di Noa, frazione di Galatina: questa mattina il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, Carmen Ruggiero, ha depositato il verbale della prima collaborazione del 7 settembre di Gerardo Dino Coluccia, nipote dei boss storici del clan.

Ricostruito l'organigramma del clan: «Michele il numero uno»

Quest'uomo ha deciso di collaborare con la giustizia alla fine di giugno e nelle prime dichiarazioni ha ricostruito l'organigramma del clan, facendo dichiarazioni autoaccusatorie e accusando i suoi presunti complici. «Il clan è a base familiare ed è composto da Gigetto, Antonio, Luciano, Carmine, Renato e Michele. In merito alla struttura e organizzazione del clan, riferisco che Michele Coluccia ha la carica più elevata ricevuta direttamente da Mario Tornese (boss ergastolano del clan di Monteroni, ndr). Egli detta le direttive che nessuno può discutere. Gigetto invece aeva ricevuto la carica da un calabrese che poi è diventato collaboratore di giustizia, mentre Antonio ha una carica inferiore. Carmine ed Antonio seguono le direttive di Michele Coluccia». 

Il Comune di Neviano chiede di costituirsi parte civile

L'udienza si è svolta davanti al giudice per l'udienza preliminare Marcello Rizzo ed è stata aggiornata al 28 ottobre per difetto di notifiche agli imputati ma anche per valutare la richiesta di costituzione di parte civile presentata dall'avvocato Luigi Covella per conto del Comune di Neviano che era stata depositata due mesi fa, ma nel frattempo il Comune è stato commissariato. Pertanto, il giudice dovrà valutare anche questa circostanza: l'amministrazione comunale retta dalla sindaca Fiorella Mastria si può considerare arte offesa nel procedimento penale che a febbraio vide l'allora assessore alla Cultura, nonchè ex sindaco ed ex vicesindaco, Antonio Megha, finire agli arresti domiciliari con l'accusa di voto di scambio politico mafioso? Il Comune intanto è stato sciolto dalla ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, poichè l'istruttoria disposta dalla prefettura di Lecce ha rilevato il pericolo di infiltrazioni mafiose nella gestione delle vicende amministrative.

È accusato di associazione mafiosa: «Custodivo fino a 100mila euro»

Dino Coluccia era stato arrestato nel blitz di febbraio con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso conteatta anche a Michele Coluccia, Antonio Coluccia, Silvio Coluccia, Antonio Bianco, Marco Calò, Luigi Di Gesù, Alì Farhangi, Nicola Giangreco, Renato Puice e Cosimo Tarantini. Secondo l'accusa, e Dino Coluccia lo ha confermato, sarebbe stato uomo di Michele Coluccia per occuparsi della piazza di Cutrofiano. «Mi occupavo di custodire per conto del clan fino a 100mila euro e su direttive e disposizione di...consegnavo periodiocamente somme di denaro a Teresa, moglie di Antonio, per il mantenimento della famiglia di lui e di Michele Coluccia all'epoca detenuti. Quando raggiungevo la somma di 100mila euro...la spostava presso l'abitazione di mio zio Antonio Coluccia, il quale custodiva la cassa della famiglia Coluccia che era composta anche da gioielli».

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