Galatina e San Cesario ancora Covid in autunno. Il Dea resterà fuori

Giovedì 27 Maggio 2021 di Maddalena MANGIÒ

«Abbiamo superato la crisi pandemica, ora dobbiamo concentrarci sui pazienti no Covid».
Questo l'obiettivo del DG di Asl Lecce, Rodolfo Rollo, dopo che la Giunta regionale ha approvato l'atto per il ritorno alla quasi normalità (distanziamento sociale e mascherine rimarranno comunque in auge) dell'attività sanitaria e il recupero delle prestazioni che si sono accumulate nei mesi di blocco causa Covid. Ma in parallelo si pensa a come affrontare un'eventuale nuova recrudescenza della pandemia o di altre che dovessero insorgere. Se da una parte gli ospedali a gestione diretta della Asl salentina riconvertiti alla cura dei pazienti Covid (Dea di Lecce, Galatina, San Cesario) saranno progressivamente restituiti alle attività ordinarie, sull'altra faccia della medaglia il piano per l'autunno che Asl proporrà alla Regione vede Galatina e San Cesario indicati come ospedali da riconvertire alla cura del Covid lasciando libero il Dea di Lecce che con la sua strumentazione di nuovissima generazione alzerà l'asticella della qualità di cura.
Ieri, per la prima volta in presenza, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l'assessore alla Salute Pierluigi Lopalco, il direttore del Dipartimento della Salute Vito Montanaro, hanno incontrato tutti i direttori generali delle Asl pugliesi per illustrare il Piano ospedaliero Covid deliberato lunedì dalla Giunta regionale. Un documento illuminante anche per l'andamento della pandemia che ha colpito duramente nei primi mesi del 2021: «Dall'inizio del mese di marzo 2021, la regione è entrata, con circa due settimane di ritardo rispetto alle regioni del centro-nord, nella terza ondata pandemica, che risultata ancora violenta, per quanto comunque inferiore a quanto si è verificato in altre regioni con popolazione di pari dimensione. Dalla terza settimana di marzo, il tasso di incidenza è risultato superiore alla media nazionale, a causa del ritardo con cui si è innescata la nuova ondata». Analisi che rimarranno nella storia della pandemia, ma ora si guarda all'orizzonte vicino della ripresa.
In questa fase transitoria, da qui a luglio, Galatina rimane ospedale Covid con 12 posti letto di terapia intensiva anche se saranno riaperti i reparti ordinari, mentre il Dea di Lecce vedrà diminuiti i posti letto dedicati. Come cambia lo scacchiere della cura del virus nel Salento? «Negli ospedali del Salento succede che i posti letto Covid saranno ridimensionati nel numero spiega il DG Rollo per tornare a ripristinare le attività previste dal DM 70. Il primo momento è quello di portare al no Covid quelle attività che ordinariamente lo facevano prima della pandemia. In questi giorni ci saranno le disposizioni della direzione generale per applicare quanto previsto dalla delibera regionale. A Galatina Psichiatria, Riabilitazione e Punto nascita, dal primo giugno torneranno alle funzioni pre Covid, anche se per le nascite manterremo il percorso Covid nel caso dovessero verificarsi parti da madre contagiata. Malattie infettive rimane operativa per il Covid, tutti gli altri reparti torneranno alle funzioni ordinarie man mano che saranno dimessi i pazienti. Il pronto soccorso, momentaneamente, rimane Punto di primo intervento sino alla ripresa di tutte le attività no Covid».
Attualmente a Galatina sono ricoverati 20 pazienti in Malattie infettive, 15 in Medicina, 5 in subintensiva. Al Dea di Lecce sono ricoverate 21 persone in Pneumologia Covid, 6 in subintensiva pneumologia, 8 in Terapia intensiva, 7 in Medicina d'urgenza Covid e 24 in Malattie infettive. A San Cesario, dove sono degenti i contagiati in via di guarigione, ci sono 26 malati. Per un totale di 132 ricoverati
Poi Rollo delinea le prossime misure per il Dea: «Al Fazzi, Malattie infettive dedicherà 24 posti al Covid e 12 alle altre malattie contagiose. Al Dea, invece, appena la Regione ci autorizzerà sposteremo la cura del Covid al quarto piano, con la Pneumologia Covid, la terapia subintensiva respiratoria, 8 posti di rianimazione al Covid e provvederemo al trasferimento dei reparti ordinari a cui la struttura deve essere dedicata. Ragionevolmente accadrà da luglio in poi. In autunno ci sarà un ospedale che verrà, in caso di necessità, riconvertito al Covid e sarà l'Ospedale di Galatina, ma nel frattempo predisporremo un piano per l'utilizzo di San Cesario. È l'ipotesi di partenza a cui torniamo in modo da non toccare il Dea. Questa programmazione verrà inviata alla Regione, in linea di principio è già condivisa dall'assessore Lopalco. Se saremo autorizzati c'è tempo, nei mesi estivi, per concretizzare quanto previsto».
Nel piano ospedaliero transitorio della Regione, quello con gli interventi strutturali è in predicato per luglio, sono indicati come no Covid tutti gli ospedali salentini, ad eccezione di Galatina, ma per ognuno è indicato il numero di terapie intensive: 38 per il Dea, 15 per Villa Verde a Lecce, 12 per Galatina, 12 per Tricase, 8 per Gallipoli, altrettanti per Scorrano e Casarano, e per Città di Lecce, 6 per Copertino.
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