Furto di barbatelle: rubate in un vivaio 250mila piante

Domenica 24 Gennaio 2016 di Elio PAIANO

La Xylella fastidiosa ha bloccato la commercializzazione delle barbatelle, la pianta madre necessaria per la riproduzione o l'impianto dei vitigni. Dopo mesi di braccio di ferro con l'Efsa e dopo aver dimostrato con analisi scientifiche
che la Xylella fastidiosanon attacca la vite, ora - dopo averle trattate con la termoterapia- le barbatelle saranno immesse sul mercato. Bene, se
non fosse che nelle aziende di Otranto sono ora stoccate centinaia di migliaia di piante già
innestate per ognuna delle centinaia di aziende, milioni di piante che fanno gola a ladri e contraffattori di prodotti agro alimentari. Un danno collaterale
della questione Xylella che sta dando già i suoi tragici effetti. Venerdì notte, infatti, i ladri hanno pensato di rubare ben 250.000 piante dall'azienda “Vivai Murciano” di Otranto.
Un enorme quantitativo (stoccato in magazzino proprio per via del lungo blocco a cui sonostate sottoposte) è stato trafugato ieri notte dal vivaio Murciano a Fontanelle. In pratica, i malviventi sono penetrati in azienda dove si trovavano le barbatelle già innestate e pronte per rinnovare o impiantare vitigni prestigiosi: lambrusco, fiano, chardonnay, primitivo etc. Vitigni ambiti in tutta Europa ed in tutto il mondo, con le relative piante madri che ora potranno invadere il mercato clandestino ed abbassare ulteriormente il prezzo e quindi i margini di guadagno delle aziende vitivivaistiche.

«Tra la notte e le prime luci dell'alba si sono introdotti in azienda danneggiando impianti e macchinari, un luogo appena terminato e nuovissimo, anche grazie ad un finanziamento specifico del locale Piano di Sviluppo Rurale, per noi un danno enorme, veramente ingente» dice con rammarico e rabbia Valentino Murciano dei Vivai Murciano.

Le indagini sono affidate ai carabinieri del posto, che sono intervenuti ed hanno effettuato i primi rilievi. Al di là del singolo furto - che pure rappresenta un danno di svariate centinaia di migliaia di euro (circa 400.000 euro di barbatelle più 100.000 euro di danni)- la paura è che ora tale assalto si allarghi a macchia d'olio costringendo le aziende alla vigilanza armata. Una situazione nuova, dunque, effetto della lunga produzione e del relativo stoccaggio a cui sono stati costretti i vitivivaisti proprio per via dell'emergenza scaturita dalla diffusione dell’epidemia Xylella fastidiosa.
Insomma, un danno aggiuntivo che, dopo il lungo blocco e l'obbligo di trattamento termoterapico, fa tremare l'intero settore, già messo in ginocchio, giacché l’embargo imposto dalla Comunità Europea ha pesato tantissimo su un territorio che si mantiene proprio grazie a questo tipo di commercio.
Ma c'è di più. Al nuovo danno si aggiunge anche un’altra beffa: il trattamento termoterapico per dare garanzia di esportazione deve essere certificato ma pare che nessuno, in Regione, ci avesse pensato, per cui i vitivivaisti producono senza poter ancora consegnare la merca venduta, nonostante i contratti già stipulati.

Insomma, ancora un po' di ritardo da parte dei vertici regionali e la situazione ad Otranto tra trattamenti, blocchi, certificazioni, ed ora anche i furti, potrebbe diventare esplosiva perché sono in ballo circa mille posti di lavoro. Una cosa è certa: i vivaisti sono ormai sul piede di guerra e se la situazione non si sbloccherà quanto prima a loro favore, si scatenerà una vera e propria battaglia all’ultimo sangue.