Il terrore delle notti salentine: furti in casa, in chiesa e a scuola. Arrestato dopo 12 colpi

Mercoledì 14 Ottobre 2020

Furti nelle case, nelle chiese, nelle scuole e nelle aziende. Di sera nella abitazioni, anche se i casa c’erano i proprietari. Quattro furti nella stessa giornata, finanche. Ed anche quella volta che c’erano minori senza i genitori. Per fare razzia di denaro in contanti, preziosi, computer, telefoni cellulari, carte di credito e bancomat. L’incubo dei leccesi dell’estate appena trascorsa. Dodici in tutto i furti contestati a Donato Camassa, 25 anni, del posto, nell’inchiesta condotta dal pm Francesca Miglietta, con i poliziotti della Squadra mobile e delle Volanti.
Una serialità che indotto il gip Sergio Tosi a disporre la custodia cautelare in carcere. Anche perché Camassa è stato riconosciuto attraverso i filmati degli impianti di video sorveglianza e dalle descrizioni sin dal primo furto del 2 luglio. Eppure è stato capace di sfuggire agli inseguimenti e di non farsi mai trovare in casa o nei luoghi frequentati abitualmente. Sino all’altro giorno, quando i poliziotti lo hanno condotto nel carcere di Borgo San Nicola.
Queste le contestazioni.

I 12 furti di cui l’indagato risponde. Due luglio, si diceva. Fra le sette meno dieci e le otto e cinque di sera entrò in una casa di via Lequile da dove una coppia di coniugi si era allontanata temporaneamente ma dove erano restati i figli minori. Nonostante ciò, Camassa sarebbe riuscito a portarsi via tre anelli in oro del valore di 4.000 euro ed un telefono cellulare Iphone 6.

Arriva il 6 luglio: blitz nel Virgilio di via Galilei: dopo avere sfondato la porta del deposito della scuola, scardinò i distributori automatici di bevande e merendine per portarsi via le monete. Tempo 24 ore e nuova irruzione nella stessa scuola, questa volta per mettere le mani su un televisore a led staccato dal supporto a muro.


Una casa e una scuola. Il 13 luglio l’obiettivo di diventò un’azienda: la Ecomet, dove Camassa - questa l’accusa - rubò una bicicletta Holland modello Luna. Stesso giorno, altro furto. In chiesa questa volta. Nella chiesa di San Bernardino Realino dove fu messo in fuga dall’impianto di allarme. Si prese forse uno bello spavento? Affatto. Il 14 luglio nuovo furto. Ancora una scuola: al Siciliani. Per mettere le mani sulle monetine dei distributori automatici di vivande e su tre pc portatili.


Il 24 luglio la giornata dei quattro furti. Il primo in casa, con la complicità di G.H, 19 anni. In una casa di via Don Bosco, verso le tre di notte, mentre una coppia di coniugi era avvolta nel sonno. Bottino: uno zaino militare, un cellulare Galaxy 7 ed un Hawawei P8 Light, una borsa Mandarina Duck, un computer, carte di credito, bancomat, documenti ed effetti personali. L’adrenalina della cleptomania deve essergli rimasta in circolo a Camassa, se gli viene contestato anche di avere rubato un portafogli con 20 euro quella stessa notte. Alle 5.30, in casa di una conoscente a cui aveva chiesto di andare in bagno. Alle 9 passaggio dalla lavanderia automatica di via San Lazzaro per rubare 120 euro. Alle 22 nuova irruzione in una abitazione, in via Petraglione: 550 euro in contanti, bancomat e carte di credito, libretti postali ed anche la chiave elettronica di una macchina. I proprietari erano in casa a guardare la tv a letto, l’uomo fu allarmato dal sensore d’allarme ed il ladro fu costretto ad una fuga rocambolesca.

Pausa di oltre un mese e di nuovo in azione il 28 agosto. Alle 4.45, in una casa di via San Cesario dove sono stati rubati un portafogli con tessera bancomat, un cellulare Hawawei ed un Wico, un hard disc, ori ed argenti. Infine il 9 settembre nuova visita alla stessa casa di via Don Bosco del 24 luglio. Gli andò male. I proprietari lo misero in fuga.
 

Ultimo aggiornamento: 22:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA