Falso dentista? Assolto odontotecnico: «Fatto non sussiste»

Il Palazzo di Giustizia di Lecce
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Martedì 9 Marzo 2021, 17:33 - Ultimo aggiornamento: 20:53

Assolto dall'accusa di essersi spacciato per un dentista e di avere causato un ascesso perimandibolare negli interventi di otturazione, estrazione ed applicazione di un ponte mobile. Fatto non sussiste, ha stabilito il giudice della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, Stefano Sernia, per l'odontotecnico  Damiano Rizzo, 73 anni, della frazione di Strudà di Vernole, difeso dall'avvocato Salvatore De Mitri. Rispondeva di lesioni gravi e di esercizio abusivo della professione.

Nel dispositivo della sentenza è stato inoltre disposto l'invio degli atti in Procura perché si valuti l'ipotesi di reato di calunnia per l'avvocato Francesco Calò che lo aveva denunciato e di falsa testimonianza per Luca Centonze ed Antonio De Pascalis sentiti nel corso del processo.

Francesco Calò, rappresentato dall'avvocato Francesco De Giorgi nella costituzione di parte civile, e l'Ordine dei medici (avvocato  Giuseppe Nuzzaci) avevano chiesto un risarcimento danni di 50mila euro cadauno.

Cinque mesi di reclusione sono stati invocati dal viceprocuratore onorario Giuliana Santese.

Tre mesi il termine per depositare le motivazioni della sentenza e da quel momento parti civili e Procura potranno valutare se ricorrere in appello.

Il processo è frutto dell'inchiesta avviata con l'esposto presentato dall'avvocato Calò a settembre del 2017 per riferire di essere stato ricoverato per una settimana all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per curare l’infezione e l’ascesso che gli avrebbero creato anche un blocco della mandibola. E per riferire che quella patologia si fosse manifestata dopo le sedute, in tutto una decina, nello studio di Damiano Rizzo, per curarsi due denti ed estrarne altrettanti.

Non una sua valutazione, ma quella del dentista al quale si sarebbe trovato costretto a rivolgersi in emergenza, che l’ascesso fosse la conseguenza dell’operato dell’imputato. Versione poi smentita da quel dentista quando è stato sentito in aula.

Il dentista che cominciò a dargli le prime cure. Il paziente riferì agli inquirenti di avere ricevuto indicazioni da Damiano Rizzo di assumere un antibiotico, per quell’ascesso. Ma che due settimane di trattamento non ebbero nessun effetto, se non quello di peggiorare la situazione.

Nulla di tutto questo è stato confermato.
 

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