Eventi e assembramenti: il caso-Praja riapre il dibattito

Sabato 1 Agosto 2020 di Valeria BLANCO
La serata era da bollino rosso, tanto da richiedere l'impegno di diverse decine di uomini tra poliziotti, carabinieri e militari della Finanza, tutti coordinati dal questore Andrea Valentino. Ma, dal punto di vista dell'ordine pubblico, è andato tutto bene: nessun imprevisto fuori o dentro la discoteca Praja di Gallipoli, né sanzioni elevate. Eppure, il video della pista affollata, pubblicato sui social dalla star che si è esibita dietro la consolle - il dj e produttore Bob Sinclar - ha fatto gridare allo scandalo.

Intanto, perché il Codacons, sulla scorta della foto di un'altra serata analoga pubblicata dall'opinionista Selvaggia Lucarelli, aveva presentato un esposto in procura, determinando l'apertura di un fascicolo. Poi, perché lo stesso Codacons aveva chiesto alla prefettura di sospendere in extremis un evento così rischioso. E ieri ha rincarato la dose, con un nuovo esposto in cui chiede alla Procura di verificare la liceità del comportamento del gestore e la «correttezza delle norme regionali». E infine perché ai più sfuggono i motivi di quella che, a prima vista, sembra una disparità di trattamento tra la discoteca Praja di Gallipoli, che può continuare a lavorare, e il Maestrale di Otranto, bar a cui è stata sospesa la licenza per trenta giorni a causa del gigantesco assembramento che si era creato lungo tutto il molo. Ma il clima di spaesamento generale emerge anche dalla diversità di condotte adottate dagli organizzatori degli eventi: annullato il Festival itinerante Notte della Taranta nelle piazze, concertone a porte chiuse; si svolgeranno invece - con pubblico ridotto, nel rispetto delle norme anticovid - tanti altri eventi come i festival d'opera della Valle d'Itria in corso a Martina Franca, il Teatro dei Luoghi Fest di Koreja a Lecce, il Mercatino del Gusto di Maglie, il Cinzella a Grottaglie, il Locus fra Fasano, Locorotondo e Ostuni e il Locomotive Jazz Festival in giro per il Salento. E ancora le rassegne cinematografiche: Bif&st di Bari, Offf a Otranto, Vive le cinema e il Festival del cinema europeo a Lecce.
Gli assembramenti - al Praja e al Maestrale - sono effettivamente molto simili, almeno a guardare le foto che circolano sui social. Per il Praja, i numeri relativi alla serata di giovedì - calcolati non solo sulla base dei biglietti staccati, ma anche grazie ai contapersone presenti all'ingresso - parlano di poco più di 1.800 persone in tutta la discoteca che ne può contenere circa 3.200. E a fronte di una capienza che, calcolando le limitazioni imposte dalle norme anticovid, poteva arrivare fino a 2.500 persone. Quello che cambia, tra Praja e Maestrale, è la normativa di riferimento: per le discoteche, che sono luoghi privati, le linee guida sono contenute nell'ordinanza regionale che ha permesso la loro apertura dal 15 giugno. È qui che si trovano i limiti di capienza: 0,7 persone per metro quadro. Limite che poi - come in effetti è avvenuto - si sarebbe allineato a quello nazionale di 1,2 persone per metro quadro qualora la curva epidemiologica non avesse fatto registrare importanti risalite. Diverso il caso dei locali privati su suolo pubblico, come il Maestrale, che effettuano somministrazione di alimenti. Perché in questo caso i gestori devono fare in modo che non si creino assembramenti e che i clienti rispettino la distanza di un metro, oppure indossino la mascherina se ciò non è possibile. Lo spiega bene il prefetto Maria Rosa Trio, che nel corso dell'ultimo comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica (il primo da lei presieduto martedì scorso) aveva dato l'ok all'evento con ospite Bob Sinclar, ma solo dopo aver verificato che il locale rispettasse alla lettera quello che l'Ordinanza regionale a firma del presidente Michele Emiliano prescrive per le discoteche. Del resto, l'obiettivo della prefettura era quello di «contemperare le esigenze di sicurezza con quelle di svolgere la serata, sempre nel rispetto delle norme». E così è stato.
«La normativa regionale - spiega il prefetto Trio - consente la riapertura delle discoteche, nel rispetto del coefficiente di capienza. Il nostro dovere era di controllare che questo limite fosse rispettato e dalla relazione del Questore ho potuto verificare che l'attenzione è stata massima: c'erano i contapersone e il dovuto distanziamento all'ingresso, l'accesso ai parcheggi è stato consentito solo ai possessori di biglietto, ai clienti è stata misurata la temperatura all'ingresso. E ancora: tutti gli steward e il personale al bar indossavano la mascherina, cosa richiesta anche ai clienti nei bagni, unici locali al chiuso della discoteca. Diverso il caso del Maestrale, esercizio privato su luogo pubblico: qui se ci sono troppe persone il gestore non deve riceverle, anzi deve farle allontanare».
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