Esplode la fogna, sversamenti in mare. Divieto di balneazione a Leuca

Esplode la fogna, sversamenti in mare. Divieto di balneazione a Leuca
Ancora un allarme per i depuratori salentini. Questa volta le condutture sono saltate a Leuca, uno dei gioielli del turismo balneare del territorio che sabato scorso, nel pieno del weekend, ha dovuto fare i conti con un impianto vecchio e poco funzionale. Il sindaco è stato costretto a emettere un'ordinanza che vieta la balneazione. La presenza massiccia di turisti, nonostante il calo complessivo annunciato in queste settimane, con la conseguente estrema sollecitazione delle pompe ha causato la rottura di una conduttura e il versamento dei liquami per le strade cittadine. La pressione ha fatto saltare i tombini e causato anche la rottura del manto stradale. Sul posto sono arrivati i carabinieri, gli addetti dell'Aqp, i vigili urbani che hanno interdetto il transito dei veicoli e dei pedoni.

Una situazione di estremo disagio che ha costretto l'amministrazione di Castrignano del Capo a emanare un'ordinanza che vieta la balneazione nel tratto interessato allo sversamento. «Alle 17 di sabato scorso - spiega Roberto Calabrese, consigliere delegato all'Ambiente - c'è stato il primo allarme in via Gorizia ed è stata immediatamente attivata la procedura d'urgenza con l'Acquedotto pugliese e la ditta Idrovelox. Purtroppo il primo sversamento c'era già stato perché la condotta di risalita che porta i reflui non depurati all'impianto consortile era scoppiata del tutto. Sono arrivati i tecnici che hanno iniziato a scavare per riparare il danno: alle 4 di notte, tutte le strade interessate dai liquami sono state lavate e purificate. C'è stata un'ordinanza di divieto di balneazione che verrà eliminata appena Arpa darà il via libera».

Il sindaco Santo Papa infatti ha ritenuto che la presenza dei liquami non consente di fare il bagno con tranquillità: «In seguito alla rottura della conduttura sotterranea in via Gorizia - si legge nel documento -, con interessamento della stessa strada, della costa e dello specchio acqueo prospiciente il lungomare Cristoforo Colombo nel tratto compreso tra Torre dell'Omo morto e via Siena è disposto il divieto di balneazione fino al diverso riscontro degli organi che ne stabiliranno la salubrità anche in seguito ai campionamenti delle acque. Nella zona saranno apposti segnali di divieto fino alla cessazione dell'emergenza ambientale».
Come sottolinea il consigliere Calabrese, già questa mattina verranno realizzati i campionamenti per stabilire la possibilità di revocare il divieto: «Si tratta di un grave danno per l'immagine del turismo leucano, ma abbiamo approntato le controffensive. Il prossimo settembre ci saranno i lavori di adeguamento dell'impianto consortile. Il progetto è già stato finanziato e approntato da Acquedotto pugliese. Inoltre sarà dato il via libera ad un altro progetto che prevede di installare delle pompe di risalita in largo Monte Cucco utili per dimezzare il carico di pressione sulle tubature stesse».

Quanto accaduto nei giorni scorsi a Leuca, dovrebbe preoccupare anche gli altri Comuni che si affacciano su quel tratto di costa, come spiega l'assessore di Gagliano del Capo, Antonio Ercolani: «Questo fatto rischia di compromettere seriamente la stagione balneare di tutte le aziende del settore, l'immagine e l'economia dell'intero Capo di Leuca con ricadute anche sulla nostra comunità. Le responsabilità sono esclusivamente dell'acquedotto pugliese e del socio di maggioranza Regione Puglia. Domani presenterò in consiglio comunale un'interrogazione per la proposta di una class action nei confronti dell'Acquedotto pugliese da parte dei tre comuni serviti dal depuratore cioè Castrignano, Gagliano e Patù».

Preoccupato anche il consigliere regionale M5S, Antonio Trevisi che preannuncia un'istanza approfondita: «Anche questa estate si ripete il problema dei tombini a Leuca. Ho segnalato ogni anno questo grave problema igenico-sanitario e mi hanno sempre risposto che era stato risolto. Evidentemente bisogna passare alle maniere forti facendo un esposto per far pagare i danni ai responsabili».
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Lunedì 24 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento: 11:14