È allarme clima al Sud, temperature in aumento e piogge ancora in calo

È allarme clima al Sud, temperature in aumento e piogge ancora in calo
Solamente prendendo in considerazione marzo, in Puglia le temperature massime sono state, nella media, superiori di 2,1 gradi (15,7 contro 13,6) rispetto allo stesso mese del 2018. Ma è guardando nel lungo periodo che si nota quanto i cambiamenti climatici siano un'emergenza reale, soprattutto al Sud: secondo gli ultimi dati pubblicati dall'Osservatorio agrometeorologico nazionale del ministero delle Politiche agricole, nel triennio 2015-2017 c'è stata una marcata accelerazione dei mutamenti, già significativi negli anni precedenti (2009-2014). Il calcolo si basa sui rilevamenti delle temperature minime e massime, delle precipitazioni e dell'evapotraspirazione nel triennio 2015-2017, messo a confronto con le medie del periodo 1971-2000 (scarto del clima). Al Sud le temperature minime registrano, nell'ultimo triennio disponibile (2015-2017), uno scarto medio annuo rispetto alla media 1971-2000 di 1,23 gradi centigradi per anno; le temperature massime, invece, sono cresciute mediamente di 1,13 gradi. A livello nazionale, in entrambi i casi (temperature minime e massime), i maggiori scarti si registrano nelle regioni meridionali e i minori in quelle settentrionali. Per quanto riguarda le precipitazioni, solamente nel 2015 c'è stato un aumento delle piogge di 24 millimetri rispetto alla media del periodo 1971-2000, mentre nel 2016 (-0,60 millimetri) e nel 2017 (-30,70 millimetri) c'è stato un calo. Secondo uno studio di Confagricoltura basato sul report del ministero, dei quattro indicatori climatici considerati (temperature minime e massime, precipitazioni ed evapotraspirazione) soltanto uno (temperature minime) evidenzia un andamento favorevole al migliore sviluppo delle coltivazioni agricole. Gli altri tre testimoniano, invece, il progredire del clima siccitoso, che sta frequentemente richiedendo il ricorso all'irrigazione anche per colture che in precedenza non ne avevano bisogno. In questo quadro, già problematico, si deve anche considerare che le precipitazioni, oltre che in diminuzione, si distribuiscono nel tempo in modo sempre più sfavorevole, con brevi fenomeni di forte intensità seguiti da lunghi periodi di siccità, si legge nella relazione. In tali periodi - è la conclusione - frequentemente si concentrano le temperature massime più elevate, raggiungendo spesso livelli non favorevoli alla migliore vegetazione delle piante. Stando ad un altro rapporto elaborato da Coldiretti, in Puglia non c'è mai stato un mese di marzo così caldo come quello del 2019, con temperature massime superiori di cinque gradi rispetto a febbraio scorso. La conseguenza è che c'è stato un fiorire prematuro di mandorli, olivi, albicocchi, peschi, ortaggi e le primizie di fave e piselli. Ad aprile, però, le temperature sono tornate a scendere, un forte shock termico che sta mettendo a rischio le produzioni. Nei giorni scorsi, Confagricoltura Bari e Cia Bari hanno trasmesso una nota al dipartimento Agricoltura della Regione Puglia per segnalare i danni da avversità atmosferica subiti nei giorni 22, 23 e 24 aprile 2019 a causa del forte vento. Si sono verificati - si evidenzia nella nota - estremi fenomeni di vento forte che stanno mettendo a repentaglio le colture da uva da tavola, con danni alle strutture - rottura dei tele di plastica utilizzati per la copertura dei vigneti di uva da tavola, rottura dei fili zincati - e danni strutturali alle piante da frutto (albicocche, ciliegie, mandorle, ecc.) e conseguente compromissioni delle produzioni. Anche le forte raffiche di vento, i tornado e le trombe d'aria fanno parte della tropicalizzazione del clima che sta azzerando gli sforzi degli agricoltori pugliesi. Da marzo a novembre del 2018 sono stati undici i tornado e le trombe d'aria che si sono abbattuti sulla Puglia: a marzo a Lecce, ad aprile a Lequile, a giugno a Santo Spirito di Bari e a San Foca, a settembre a Salice Salentino, a novembre a Taurisano, Martina, Manduria e in provincia di Brindisi e a Parabita, secondo i dati Eswd, l'anagrafe europea degli eventi meteo estremi. La siccità è l'altro problema dei cambiamenti climatici: secondo il Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), nella regione Puglia la crescente variabilità e intensità delle precipitazioni, con piogge intense concentrate soprattutto in autunno e in inverno, ed estati calde e siccitose, stanno ponendo seri problemi per l'impiego (spesso in competizione con gli altri usi, industriale, energetico, civile ed ecologico) delle risorse idriche. Non solo, è sempre da attribuire ai mutamenti del clima la continua erosione della costa: l'innalzamento del livello del mare per fattori climatici e l'impatto antropico hanno ridotto le spiagge, che oggi registrano arretramenti anche di 10 metri all'anno, è l'allarme lanciato da Giuseppe Mastronuzzi, geomorfologo dell'Università di Bari e coordinatore del gruppo di ricerca sulla morfodinamica costiera istituito dall'Associazione italiana di geografia fisica e geomorfologia (Aigeo).
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Domenica 28 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 10:03