Droga, armi e racket: scatta il blitz antimafia. All'alba 22 arresti

Droga, armi e racket: scatta il blitz antimafia. All'alba 22 arresti
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Martedì 17 Settembre 2019, 07:16 - Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 11:31

All'alba è scattata l'operazione “Armonica”: 22 arresti fra gli uomini di una associazione ritenuta federata al clan Tornese di Monteroni e, dunque, facente parte della Sacra Corona Unita salentina.

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Ad agire, dopo mesi di indagini mirate a smantellare un giro di spaccio e traffico di stupefacenti, armi ed estorsioni - aggravati dal metodo mafioso -, i carabinieri del Ros su ordine della Procura distrettuale antimafia, con il supporto del 6° Elinucleo di Bari e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno. 

In carcere:
Andrea Arnesano, 39 anni, di Carmiano;
Francesco Bruno, detto Banana, 48 anni, di Carmiano;
Stefano Ciurlia, 49 anni, di Carmiano;
Livia Comelli, 61 anni, di Udine;
Davide Conversano, 28 anni, di Carmiano;
Matteo Conversano, 30 anni, di Carmiano;
Massimo Coppola, detto Napoletano, 46 anni, di Novoli;
Giuliana Cuna, 45 anni, di Monteroni;
Alessio De Mitri, 30 anni, di Carmiano;
Daniele Esposito, 37 anni, di Carmiano;
Marcello Fella, detto Tedesco, 59 anni, di Carmiano;
Stefano Garofalo, detto Falloppa, 32 anni, di Carmiano;
Andrea Luggeri, detto Jimmy, 29 anni, di Carmiano;
Fernando Nocera, detto Zio o Vecchio, 53 anni, di Carmiano;
Diego Pellè, 36 anni, di Porto Cesareo;
Gabriele Pellè, 42 anni, di Lecce;
Graziano Tondi, 21 anni, di Carmiano;
Andrea Visconti, detto Gingellino, 27 anni, di Carmiano.

Ai domiciliari:
Leandro Nico Martena, 33 anni, di Novoli (con braccialetto elettronico);
Fabio Spagnolo, 44 anni, di Porto Cesareo (con braccialetto elettronico);
Pietro Spalluto, 40 anni, di Torchiarolo;
Gabriele Tarantino, 40 anni, di Monteroni.

Il sodalizio mafioso sgominato questa mattina faceva capo a Fernando Nocera, già condannato per 416 bis, ed era attivo prevalentemente nei comuni di Carmiano (LE), Veglie (LE), Novoli (LE), Leverano (LE) e Porto Cesareo (LE). L’indagine ha permesso di documentare, per il periodo compreso tra novembre 2017 e luglio 2018, il ruolo di vertice rivestito da Nocera in seno all’organizzazione mafiosa riconducibile al clan Tornese, nell’ambito del quale Nocera è riconosciuto referente per i territori di Carmiano e dei comuni limitrofi. Ha inoltre fatto luce sull’inserimento nel sodalizio di nuove leve emergenti, quali i fratelli Davide e Matteo Conversano, ritenuti strettissimi collaboratori dello stesso Nocera.

Al riguardo, particolarmente significative sono state le conversazioni telefoniche e ambientali intercettate nei giorni successivi all’arresto di Nocera avvenuto lo scorso gennaio, dopo una maxi operazione antidroga della Guardia di Finanza di Napoli. In quel periodo infatti si è assistito ad un riassetto del gruppo in cui, pur mantenendo
Nocera il ruolo di leader indiscusso, la direzione delle attività delittuose sul territorio sarebbe passata materialmente ai fratelli Conversano, con il sostegno criminale del leccese Gabriele Pellè. Quest’ultimo, pregiudicato già condannato per associazione mafiosa quale affiliato al clan Cerfeda di Lecce, è stato espressamente indicato da Nocera nelle missive spedite dal carcere - tramite una donna - ai suoi adepti.

L'indagine, peraltro, ha permesso di appurare che il boss impartiva gli ordini grazie ai colloqui in cacerce con la moglie, che manteneva così i suoi contatti con i monteronesi. 
Fonte primaria di realizzazione di guadagni illeciti da parte del gruppo è risultata l’attività di
traffico e spaccio di stupefacenti, nell’ambito della quale il sodalizio retto da Nocera 
ha mantenuto rapporti con quello capeggiato da Saulle Politi operante su Monteroni e
già colpito da provvedimenti cautelari in occasione dell’operazione denominata “Labirinto” del Ros. 

 

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