Occupazioni abusive, l'esposto del deputato Donno (M5S): «Autorizzate da un politico locale». Il sindaco Mellone: «Il Comune sia informato, meno demagogia»

Martedì 24 Novembre 2020

Botta e risposta a Nardò tra il portavoce alla Camera dei deputati del M5S, Leonardo Donno e il sindaco Pippi Mellone. Tutto parte dalla denuncia presentata dal parlamentare in cui comunica che nei giorni scorsi ha presentato un altro esposto in Procura contro le occupazioni abusive di alloggi popolari: “Oggetto dell’ultimo esposto, la registrazione di una telefonata intercorsa tra una residente degli alloggi popolari comunali (in piazza Achille Grandi, a Nardò) e un certo “Salvatore”, al quale la donna si rivolge implorando aiuto. L’oggetto del mal di pancia è presto detto: la signora riferisce che all’interno del condominio in cui abita vi sono state delle nuove occupazioni abusive e che, presumibilmente, gli occupanti hanno allacciato il proprio contatore a quello di altri condomini, tra cui lei.
A domanda diretta dell’interlocutore (“Come è possibile?” chiede Salvatore), la donna arriva dritta al punto: riferisce, facendo nome e cognome, di un personaggio della politica locale (non facente parte dell’amministrazione), che avrebbe addirittura autorizzato quelle occupazioni. Proprio quest’ultimo, anche a valle dell’intervento della Polizia Municipale, avrebbe invitato gli agenti della Municipale a non procedere a controlli, consentendo l’accesso indisturbato agli immobili da parte degli occupanti abusivi, previo abbattimento delle porte. Questo, in sintesi, il contenuto della telefonata di cui Donno è venuto in possesso e che pure ha messo a disposizione degli inquirenti. L’esposto, è stato inoltre inviato, per conoscenza, al Comune di Nardò ed alla Prefettura di Lecce.
È evidente – scrive il deputato nell’esposto – che occorre accertare i fatti descritti e, nell’eventualità, procedere nei confronti degli autori dei reati commessi, senza se e senza ma.
Giova rammentare che, con una direttiva del Ministro dell’interno risalente al 19 dicembre 2018, è stata disposta una ricognizione di tutte le situazioni di abbandono dell’immobili, invitando i Prefetti a condividere gli esiti del monitoraggio con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Esito che – ricorda ancora Donno – la Prefettura di Lecce ha portato all’attenzione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, evidenziando i casi in cui l’attività di sgombero rendeva necessario il supporto della forza pubblica e convocando contestualmente una cabina di regia chiamata a valutare la presenza di documentate situazioni di fragilità, per le quali i soggetti interessati non sono stati in grado di reperire autonomamente una sistemazione alternativa.
D’altra parte Arca Sud, al margine di una mia richiesta di accesso agli atti – incalza Donno – ha rappresentato la presenza di ben 58 immobili occupati abusivamente nel solo Comune di Nardò, triste primato in tutta la provincia di Lecce. Dato aggiornato al 19 ottobre scorso. In sostanza, nell’arco di un anno (dall’ultimo mio accesso agli atti e conseguente denuncia pubblica), il numero di alloggi occupati abusivamente è rimasto sostanzialmente invariato.
La condotta omissiva di cui sopra, potrebbe configurare l’ipotesi di rifiuto d’atti d’ufficio penalmente rilevante. Continuerò a battermi fino a quando non verrà ristabilita la legalità su questa ed altre situazioni simili nella provincia di Lecce – conclude il deputato – Ho intenzione di chiedere inoltre a tutte le amministrazioni comunali del Leccese lo stato dell’arte delle assegnazioni di immobili di proprietà comunale. E questo perché, mi preme ricordarlo, questi dati si riferiscono ai soli immobili di proprietà di Arca Sud. Ho inoltre chiesto il supporto, nelle scorse settimane, al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al quale farò avere nelle prossime ore tutta la documentazione. C’è bisogno della collaborazione di tutte le figure istituzionali coinvolte, insieme possiamo vincere contro il malaffare e ripristinare la legalità”.

MELLONE: VOGLIAMO SAPERE ANCHE NOI 
Il sindaco Mellone risponde all'attacco di Donno: «Siamo molto interessati a capire chi avrebbe addirittura autorizzato delle occupazioni abusive e chi sia la persona che denuncia il fatto. In ogni caso, non abbiamo la minima intenzione di passare per una città in cui qualcuno detta legge a dispetto di chi dovrebbe. Si tratta, peraltro, di episodi riportati in una conversazione privata su questioni molto delicate, su cui utilizzerei la massima cautela. La stessa che evidentemente non ha utilizzato Donno».

»In generale – continua il primo cittadino – sul tema degli abusivi mi limito a ricordare per l'ennesima volta che gli alloggi popolari sono di proprietà di Arca Sud e che gli sgomberi implicano competenze e mezzi che i Sindaci non hanno. Quindi, se si vuole risolvere il problema, serve sedersi tutti attorno a un tavolo e decidere cosa fare, quando farlo e come affrontare l’emergenza sociale di chi sarà sfrattato. Io sono pronto, come sono sempre pronto quando si parla di rispetto della legalità. Il punto, quindi, non è andare a bussare a casa degli abusivi e cacciarli, perché non finisce lì. Il punto è farlo e poi sapere come affrontare, nel nostro caso, l'emergenza sociale e di ordine pubblico di 58 famiglie e quindi di 200 o 250 persone per strada. Anche perché un minuto dopo quelle persone non andrebbero a protestare a casa di Donno, ma del sottoscritto o di tutti i miei colleghi.
La mia amministrazione, sin dal primo giorno, è stata accanto agli inquilini, li ha sostenuti nella delicata faccenda delle sospensioni idriche, oltre che nelle relazioni con Arca Sud. Abbiamo ereditato la quasi totalità delle attuali occupazioni abusive e non abbiamo fatto assegnazioni in deroga alle graduatorie scavalcando le legittime aspirazioni, come avveniva in passato. Al tavolo sugli sgomberi, convocato dall’ex prefetto Cucinotta poco prima del lockdown della scorsa primavera, eravamo presenti. È il massimo che potevamo fare su questo fronte, senza proclami, senza omettere nulla dei nostri doveri, senza dribblare i problemi, anzi affrontandoli sul campo. Donno, se non sbaglio, fa parte di una forza di governo. Ha una strategia l’esecutivo per gli abusivi o si limita a lasciare la patata bollente ai sindaci impotenti? Ha fatto qualcosa in questi anni per la cronica carenza di alloggi, in tutta Italia e non solo a Nardò? Insieme agli esposti in procura – conclude Pippi Mellone – da Donno e compagnia mi aspetto scelte più difficili, più risolutive e meno demagogiche». 

Ultimo aggiornamento: 21:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA