A un passo dalla beatificazione: «Don Tonino venerabile». La lunga attesa

Mercoledì 21 Aprile 2021 di Donato NUZZACI

Don Tonino Bello continua il suo percorso a piedi scalzi, stavolta verso la sua beatificazione. Un altro passo - forse quello decisivo - sta per compiersi e la conferma è arrivata nel giorno dell'anniversario della morte del vescovo della pace originario di Alessano, nel Capo di Leuca. L'attesa è per la dichiarazione ufficiale di Santità di don Tonino. In arrivo c'è il decreto di venerabilità la cui promulgazione è nelle mani della Congregazione per le cause dei Santi: è la tappa che precede la beatificazione e porta dritto alla canonizzazione dopo il riconoscimento di almeno un miracolo realizzato. Si attende il compiersi di un altro tassello: due commissioni vaticane composte da teologi e cardinali si esprimeranno - nel corso di questo anno - sulle virtù teologali di don Tonino. E a seguire il giudizio finale della Congregazione per le cause dei Santi.

 

L'iter verso la santificazione


L'iter è lungo e deve seguire un procedimento e un'istruttoria ben precisa. Nelle scorse ore una svolta. E così, a distanza di tre anni dalla visita di Papa Francesco in preghiera sulla tomba di don Tonino, ieri sera (nel giorno del 28° anniversario della sue morte) davanti a circa 200 fedeli distribuiti uno per banco, nella chiesa collegiata del Santissimo Salvatore di Alessano è stata ufficializzata dal vescovo di Ugento-Leuca, monsignor Vito Angiuli, la notizia della donazione alla Chiesa dei resti mortali di don Tonino attualmente custoditi nel cimitero alessanese.
Accanto ad Angiuli c'era l'arcivescovo di Napoli, Mimmo Battaglia (considerato uno degli eredi dell'insegnamento di don Tonino), che ha ricordato durante una commossa omelia come si è avvicinato per la prima volta a don Tonino e di essere stato del tutto immerso dal suo pensiero e dal suo modo di fare. «Amate i poveri, non arricchitevi» ha detto l'arcivescovo citando le parole pronunciate dal vescovo di Molfetta in una delle ultime sue uscite pubbliche prima di morire.
Monsignor Battaglia ha voluto più volte «ringraziare il Signore di avermi fatto incontrare don Tonino, che mi ha aiutato a capire che posso riconoscerlo ogni giorno lungo le strade della mia vita. In tutti i poveri che incontro, anche quando io mi sento povero e mi sento solo e penso di non farcela». Parole cariche di emozione di un lungo discorso appassionato del presule partenopeo concluso con un «grazie a tutti» e, infine, un'altra citazione: «Grazie Don Tonino, l'avvenire come dicevi tu ha i piedi scalzi, il futuro lo costruiscono i poveri».
Poco prima della chiusura della celebrazione anche il vescovo Angiuli ha voluto ringraziare l'arcivescovo di Napoli per la sua presenza nel Salento: «In attesa che gli eventi riguardanti il processo di beatificazione del servo di Dio si compiano secondo gli imperscrutabili disegni divini, accogliamo come Chiesa ugentina questo dono che ci onora e che ci responsabilizza ancora di più ad essere, insieme con i familiari, la Fondazione e la città di Alessano, custodi delle reliquie e annunciatori credibili del messaggio di don Tonino, del quale continuiamo a sentire la voce suadente e forte in questo tempo così difficile».
Frasi di speranza ascoltate con attenzione da tanti fedeli e apprezzate pure dai parenti di don Tonino seduti in prima fila. Dal fratello Trifone presente insieme ai nipoti Federica e Stefano (figli del defunto fratello Marcello). Come pure dalle autorità presenti in Chiesa e numerose come non mai: il sindaco Francesca Torsello, il rettore dell'Università del Salento Fabio Pollice e il presidente del Consiglio regionale Loredana Capone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA