Case popolari: anche Torricelli accusato di far parte dell'associazione

Case popolari: anche Torricelli accusato di far parte dell'associazione
Tra i nomi eccellenti della politica leccese anche quello dell'ormai ex consigliere del Partito democratico Antonio Torricelli difeso dall'avvocato Luigi Covella. L'esponente dem, 74 anni leccese, al momento resterà agli arresti domiciliari dove è finito il 7 settembre scorso nel blitz della Procura e della Guardia di finanza che lo accusa di aver gestito le assegnazioni degli alloggi popolari come moneta di scambio per il sostegno elettorale alle elezioni regionali del 2015.
Il suo nome, come detto, fa parte del gruppo di indagati a cui viene contestata l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'abuso di ufficio, di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, di corruzione elettorale e di falsi in atto pubblico. L'accusa mette Torricelli sullo stesso piano di Monosi e Pasqualini: «Capo, promotore ed organizzatore dell'associazione», scrive il giudice nell'ordinanza. Delle conoscenze di Torricelli della macchina amministrativa se ne parla nell'inchiesta quando gli viene contestato di aver cercato di dare una veste legale alla gestione illecita degli alloggi popolari: creando una graduatoria parallela a quella ufficiale, spendendosi per fare modificare la leggere regionale del settore per fare accedere alla sanatoria che ne era rimasto escluso. Se ne discusse in consiglio comunale a Palazzo Carafa su proposta dell'allora assessore Attilio Monosi. E facendo protrarre le occupazioni degli alloggi di piazzale Genova. Fra i suoi collettori di voti vengono indicate Vanessa Tornese e Monia Gaetani. Voto di scambio, fra le singole contestazioni di cui risponde Torricelli. Questa accusa si trova nel capo di imputazione in cui viene ricostruita l'assegnazione della casa popolare alla Gaetani.
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Sabato 13 Ottobre 2018 - Ultimo aggiornamento: 10:38