Le 110 candeline di Carmela, nonna record del Salento

Domenica 5 Maggio 2019 di Valeria BLANCO
Il suo certificato di nascita è incorniciato e appeso alla parete del salotto: Carmela Villani è nata nel 1909 e, con i suoi 110 anni compiuti l'1 maggio scorso, può vantare di essere la donna più anziana della provincia di Lecce. Il primato regionale glielo soffia una foggiana, che di candeline ne ha spente 116, ma nonna Carmela si accontenta, per ora, del secondo posto. E con orgoglio rivendica di essere la 18esima tra tutti gli ultracentenari italiani. Donna bellissima in gioventù, carattere forte, rimasta vedova troppo giovane, crebbe due figlie da sola. Carmela oggi passa gran parte del suo tempo a letto, ma è accudita con amore e dedizione dalla figlia Concetta Restino, che pur di non mandarla in una casa di riposo, 19 anni fa ha lasciato il lavoro e la sua vita a Milano ed è tornata ad Alezio per stare con la mamma. È lei a raccontare, mentre nonna Carmela sorride, la vita lunghissima di questa nonnina da record, che fino a 95 anni suonati è andata al mare e fino a 105 è stata pressoché autosufficiente.
La storia inizia quando il padre di Concetta, Francesco Restino, s'innamora di Carmela. «Un giorno, un mio parente che per lavoro viaggiava fino a Leuca - racconta - andò da mio padre per dirgli che nel viaggio successivo avrebbe dovuto accompagnarlo: in una rivendita di sali e tabacchi c'era una ragazza bellissima che lui avrebbe dovuto assolutamente conoscere». Detto, fatto. Scoppiò l'amore: Carmela andava spesso a salutare la madre, titolare di una tabaccheria ad Acquarica del Capo. Lì andò a prenderla Francesco che, nell'arco di un mese, la fece innamorare e la sposò: era il 1937 e la coppia andò a vivere ad Alezio. Il matrimonio fu breve, ma felice: nel 39 arriva la prima figlia, Concetta. Due anni dopo un'altra bimba. «Dopo pochi anni - prosegue Concetta - mio padre morì e mia madre si trovò da sola, a 44 anni, con due figlie adolescenti da mantenere. Non si perse d'animo: il nonno ci aveva lasciato una casa grandissima, così lei chiamò un muratore, fece dividere le stanze in modo da creare dei piccoli appartamenti e visse del ricavato degli affitti fino all'età della pensione. Non fu facile, ma lei scelse di non risposarsi mai più: La vita mi ha dato un uomo solo, diceva. Pensò lei a non farci mancare mai nulla».
Ad Alezio Carmela fiorisce, prende parte alla vita sociale e religiosa: frequentava il santuario della Lizza ed è stata la presidente delle Francescane. Una sola passione sfrenata: quella per le parole crociate che l'hanno aiutata fino a pochi anni fa a mantenere attivo il cervello. E poi il compito più arduo: crescere due figlie rimaste orfane senza il supporto, per quegli anni fondamentale, di un uomo accanto. Carmela ha fatto un buon lavoro: «A 17 anni - ricorda Concetta - mi sono innamorata. Ma lei era molto rigida, non ci faceva uscire di casa. Così, pretese che Angelo venisse con i suoi genitori a casa per un fidanzamento ufficiale. Dopo un paio d'anni, però, dato che lui era biricchino, ci fece lasciare. Io soffrii molto, ma non mi ribellai mai. Fu, forse, il suo unico errore: il destino ha fatto un giro immenso, ma dopo 52 anni oggi Angelo è di nuovo il mio compagno e lei ha ammesso quello sbaglio, è stata felice di rivederlo, di averlo qui in casa con noi. Ho pianto tanto per quella sua decisione, ma oggi la comprendo: non deve essere stato facile, in quegli anni, crescere due figlie da sola».
Una vita lunga e felice, quella di Carmela. Il buon lavoro fatto nell'educazione delle figlie ha portato i suoi frutti: Concetta non ha esitato un attimo, nel 2000, a lasciare la sua vita a Milano per accudirla nei suoi ultimi anni. Gli acciacchi della vecchiaia si facevano sentire anche se Carmela faceva una vita attiva. Fino a 95 anni non ha perso, d'estate, un solo giorno di mare. Era lei a convincere la figlia: «Dai, guarda che bel sole, i costumi da bagno sono già pronti, andiamo in spiaggia». Le cento candeline sono state una festa grande e fino a 105 anni Carmela è stata benissimo. Poi un'ischemia le ha tolto l'uso delle gambe, ma non ha portato via la forza e la grinta a questa donna straordinaria. «Mangia di tutto - prosegue Concetta - e tutti le vogliono bene. È seguita dal medico di base, il dottore Marcello Silletta, ma anche dal geriatra Eugenio Palese. Non le manca nulla. Gode, per quello che è possibile alla sua età, di ottima salute. E conta di battere tutti i record, vuole diventare la donna più anziana d'Italia».
Intanto, vestita a festa, capelli in ordine e un filo di trucco, nonna Carmela l'1 maggio scorso ha spento le sue 110 candeline circondata da decine di nipoti e pronipoti, che per questo appuntamento più unico che raro sono arrivati da ogni parte d'Italia. Il parroco, don Antonio Minerba, le ha portato in dono un quadro e la sua benedizione. Presenti al taglio della torta anche il sindaco, Andrea Barone, e il vicepresidente della Provincia, Massimiliano Romano. Circondata da tanto amore, nonna Carmela non ha avuto dubbi e ha dato appuntamento a tutti all'anno prossimo. Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 13:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA