Colpo al caveau Bnl: clienti contro la banca per i mancati risarcimenti

Colpo al caveau Bnl: clienti contro la banca per i mancati risarcimenti
di Valeria BLANCO
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Mercoledì 27 Febbraio 2019, 10:29
Com'era prevedibile, è guerra tra i clienti, che lo scorso 11 novembre hanno scoperto di essere stati derubati del contenuto della loro cassetta di sicurezza, e la filiale Bnl di piazza Sant'Oronzo, il cui caveau nel week-end precedente era stato violato. La battaglia verte sui risarcimenti.
Una settantina di clienti, infatti, dopo la scoperta del maxifurto al caveau della banca, ha deciso di rivolgersi all'Adusbef per avere assistenza legale e cercare - se non di riavere i gioielli perduti - almeno di recuperare la somma equivalente al loro valore. «A metà gennaio - spiega l'avvocato Daniele Imbò, delegato Adusbef di Lecce - abbiamo inviato alla banca una settantina di lettere con contestazioni individuali in cui si chiedeva di risarcire i danni derivanti dal furto dei beni in custodia della banca, eventualmente anche in contraddittorio. Insomma, una messa in mora che chiedeva risposte entro otto giorni. Ad oggi non abbiamo avuto risposte, per questo proveremo la strada della mediazione, obbligatoria in materia di contratti bancari, sperando di avere un'offerta risarcitoria. Se questa non arriverà, non c'è altra strada che andare al processo civile».
A complicare la situazione, spunta anche una clausola che - a detta dei clienti - sarebbe stata inserita nei contratti, secondo la quale quella cassetta non avrebbe potuto contenere più di 5.174 euro. Clausola forse all'inizio passata inosservata, ma ricordata anche in un documento precompilato che i clienti - chiamati da Bnl all'indomani del furto - sarebbero stati invitati a firmare e poi a portare in Questura per sporgere denuncia. «Secondo la legge - spiega l'avvocato - la banca risponde della custodia dei locali e dell'integrità dei beni che le vengono affidati in custodia, salvo casi fortuiti. Il furto non è un caso fortuito, anzi dimostra che la banca non ha predisposto misure idonee a salvaguardare i beni in propria custodia. Per quanto riguarda il limite dei 5mila euro, ho letto il documento che è stato fatto firmare ai clienti e a mio parere è una limitazione illegittima, perché altera il contenuto del contratto». Ed infatti, tra coloro che si sono rivolti ad Adusbef, c'è chi reclama risarcimenti da 20mila, 30mila, 50mila euro ed oltre. Senza contare il valore affettivo: c'era chi aveva messo al sicuro i gioielli di parenti scomparsi, ultimo loro ricordo. Non si riesce a capire neppure perché, se è vero che parte della refurtiva è stata abbandonata nel caveau, non si sia ancora proceduto con la restituzione ai proprietari. «Abbiamo invitato i clienti - prosegue Imbò - a farsi fare delle perizie, ad andare dai gioiellieri dove hanno acquistato i beni che erano nelle cassette per farsene certificare il valore. Siamo pronti».
A chi si lamenta del silenzio della banca dopo i primi contatti all'indomani del furto, da Bnl fanno sapere che stanno lavorando sin dal giorno in cui è stato scoperto il furto. Un centinaio le cassette di sicurezza scassinate su un totale di 310, ma di queste una ventina era vuota. Nella fuga i malviventi - a cui stanno dando la caccia gli uomini della Squadra Mobile, guidati dal vicequestore Alessandro Albini - hanno persino dimenticato un borsone pieno di ori, contanti e gioielli per 80mila euro. «Abbiamo contattato tutti i clienti all'indomani del furto. Le difficoltà - spiegano - sono dovute al fatto che il caveau è stato posto sotto sequestro, così come la refurtiva ritrovata. Procederemo con la restituzione dei gioielli ritrovati non appena sarà possibile. Per ogni dubbio, in ogni caso, i clienti possono rivolgersi direttamente alla filiale ed avranno l'adeguata assistenza». Dal punto di vista delle indagini, invece, è tutto da risolvere il giallo del furto: i ladri sono entrati in banca senza forzare alcuna porta, segno che avevano le chiavi oppure che sono riusciti a rimanere dentro il venerdì pomeriggio, dopo l'uscita dei dipendenti e la chiusura. Forse si sono trattenuti fino a domenica sera, quando l'allarme è scattato ed ha fatto arrivare in piazza Sant'Oronzo i vigilantes della Fenice e la polizia. Ma dei ladri non c'era più nessuna traccia, nemmeno nel sistema di videosorveglianza che era stato preventivamente manomesso.
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