Detenuto morto a Borgo San Nicola: 4 indagati

Si tratta di medico e infermieri in servizio quella sera

Detenuto morto a Borgo San Nicola: 4 indagati
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Martedì 24 Gennaio 2023, 18:33 - Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 13:55

Malore in cella, detenuto muore a Borgo San Nicola e la Procura apre un'inchiestaCi sono i primi indagati i nell'inchiesta aperta dalla Procura di Lecce sulla morte di Francesco Novellino, 42 anni originario di Taranto, avvenuta lo scorso 19 gennaio nella cella della casa circondariale di Borgo San Nicola dov'era detenuto. La pm Francesca Miglietta ha iscritto nel registro degli indagati i nomi della dottoressa e di tre infermiere che erano in servizio nel carcere la sera del decesso avvenuto dopo un malore. L'ipotesi di reato contestata è omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto in vista dell'autopsia fissata per venerdì prossimo. Secondo quanto sostenuto dai familiari dell'uomo nella denuncia querela sporta, ci sarebbero stati dei ritardi nei soccorsi da parte del personale medico in servizio. A nulla sarebbe valso la disperata richiesta di aiuto del suo compagno di cella e di altri detenuti. Il prossimo luglio Novellino avrebbe finito di scontare la pena per reati legati al mondo della droga.

La famiglia del 42enne Francesco Novellino, originario di Taranto, denuncia «ritardi» nei soccorsi. A chiedere aiuto infatti sarebbe stato il compagno di cella del detenuto che insieme ad reclusi avrebbero persino iniziato a sbattere sulle sbarre per attirare l'attenzione delle guardie giurate e chiedere l'intervento del medico.

La denuncia della famiglia

Proprio questi possibili ritardi, secondo la famiglia di Novellino che ha presentato denuncia-querela, il medico sarebbe arrivato dopo oltre un'ora. A seguito dell'apertura dell'inchiesta il pubblico ministero Francesca Miglietta che ha disposto l'autopsia.

Il garante 

«Per quanto riguarda i possibili ritardi nei soccorsi al detenuto colto da malore in cella durante la notte, sarà l’inchiesta interna e la visione dei filmati delle telecamere a stabilire eventuali responsabilità - ha dichiarato la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Lecce, Maria Mancarella - Sarà compito della magistratura disporre l’autopsia che ci darà sicuramente risposte più precise. Ribadiamo ancora una volta la necessità e l’urgenza di intervenire sul sistema sanitario interno all’istituto penitenziario che, per la grande varietà e rilevanza dei problemi delle tante persone che ospita, non è in grado di far fronte non solo agli interventi d’urgenza ma spesso anche a quelli di normale routine».

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