Il Dea Covid chiude battenti: «Sarà un Trauma Center». La gioia di medici e infermieri

Domenica 21 Giugno 2020 di Maddalena MONGIò

Zero contagi e il Dea Covid chiude. La porta del reparto Covid del Dea di Lecce si sono chiuse ieri, in una giornata frenetica per il nuovo padiglione del Vito Fazzi di Lecce quando il direttore generale della Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, ha inviato a Bari la comunicazione della chiusura facendo, contestualmente, richiesta di attivazione dei reparti no-Covid.
E sempre ieri è iniziato lo scavo per il tunnel di collegamento tra il Dea e il corpo centrale del Fazzi. Il personale sanitario che è stato in trincea ha chiosato la chiusura con un video in cui si celebra il funerale al Covid.

«Si chiude il Dea Covid - spiega Rollo -, la Pneumologia e la Rianimazione erano già state chiuse, partono le ruspe per fare il collegamento e parte la richiesta di autorizzazione per il trasferimento dei reparti. Una volta sanificato tutto e arrivata l'autorizzazione il Dea funzionerà come Trauma center, anche perché gli incidenti stradali stanno tornando a fare vittime».
In questa fase rimarrà una lungodegenza Covid post acuzie (i positivi in via di guarigione) al quarto piano del Dea, un reparto che non aveva ancora avuto una destinazione precisa. Al piano terra ci sarà il pronto soccorso, al primo piano la chirurgia e al secondo piano la cardiochirurgia.
 

«Noi ci stiamo comunque organizzando per l'inverno afferma Rollo , ma intanto ringrazio tutti gli operatori sanitari, i medici: tra loro anche di prima nomina, che hanno affrontato brillantemente la pandemia e mi hanno permesso di fare al meglio l'allenatore. Non era scontato che andasse tutto bene, anche perché abbiamo avuto punte importanti di pazienti: siamo arrivati anche a 160 ricoveri Covid, contemporaneamente. Abbiamo fatto tutto con risorse locali: dalle persone alle attrezzature. Non abbiamo chiesto risorse aggiuntive».

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Già dall'esterno l'edificio si presenta imponente: 52mila metri di superficie coperta distribuiti su cinque piani fuori terra e due interrati. Il Dea è un concentrato di innovazione e tecnologia da 330 posti letto, incluse le degenze sub-intensive e intensive, capace di resistere ai terremoti (grazie ai 160 pilastri-isolatori antisismici) e di produrre energia da fonti rinnovabili, ma anche con una non comune cura dei particolari, grazie alla qualità dei materiali impiegati e degli arredi delle stanze di degenza, tutte dotate di tv e bagno, per assicurare il massimo comfort a pazienti e visitatori. La struttura dispone di pronto soccorso con quattro sale di Trauma Center, Traumatologia e Ortopedia con un percorso d'emergenza per i traumi maggiori e i politraumi, Camera Iperbarica e Diagnostica per immagini con un pacchetto di apparecchiature e grandi macchine d'avanguardia: due sale con TAC 256 slices, cinque Telecomandati di cui 3 RX digitali, 1 Risonanza Magnetica, tre sale per Ecografia e tre sale angiografiche, di cui due nel Centro Cuore. Nella dotazione, poi, spiccano 12 ultra moderne sale operatorie allestite in un blocco operatorio adiacente all'area chirurgica. Su un unico livello è ospitato il Centro Cuore, dotato di una sala di Elettrofisiologia, due sale Angiografiche e un'avveniristica Sala Ibrida: una sala Operatoria Integrata dove è possibile effettuare diverse tipologie di interventi di cardiochirurgia e procedure interventistiche mini-invasive. Completano il ventaglio di funzioni tipiche legate all'emergenza-urgenza: l'Area Cerebrale, con Neurologia, Neurochirurgia e Stroke-Unit, e l'Area Chirurgica, con la Chirurgia Generale, Toracica e Maxillo-Facciale.

Ultimo aggiornamento: 20:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA