Dalla guerra ai banchi di scuola: il Salento accoglie Sofia e Polina

Dalla guerra ai banchi di scuola: il Salento accoglie Sofia e Polina
di Luana PRONTERA
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Domenica 10 Aprile 2022, 19:16

Sofia e Polina sono due bambine fuggite dagli orrori della guerra in Ucraina e attualmente ospiti a Morciano di Leuca. Entrambe sono state accolte tra i banchi dell’Istituto comprensivo di Morciano, Salve e Patù diretto dalla dirigente Veronica Laterza.

La prima accoglienza è avvenuta lo scorso 7 aprile e domani ci sarà il secondo benvenuto.

L'accoglienza nella scuola primaria 

«Quella che stiamo scrivendo in questi giorni è una pagina bellissima per la storia della nostra scuola -  dichiara la dirigente la Laterza - Abbiamo cercato di creare un ambiente sereno e gioioso che sia da stimolo e speranza per le nostre piccole alunne e per le loro famiglie. In pochissime ore sono state poste in essere strategie volte all’integrazione e all’inclusione grazie all’impegno del personale scolastico, dell’amministrazione locale, del CCRR, delle famiglie e di ARCI Lecce  - e conclude – la speranza è che le nostre piccole alunne possano avvertire in nostro abbraccio collettivo e possano trovare un po' di normalità accanto a compagni felici di accoglierle nella nostra grande comunità».

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«Un momento di grande emozione»,  ha affermato il primo cittadino di Morciano Lorenzo Ricchiuti.

La macchina della solidarietà, in questo paese del Capo di Leuca, sta coinvolgendo proprio tutti. Sono in corso raccolte di generi di prima necessità e alcune parrucchiere hanno offerto i propri servizi, gratuitamente, alle persone ucraine ospitate a Palazzo Strafella, su iniziativa dell’amministrazione comunale. «L’edificio ha ritrovato la sua originaria vocazione - precisa il sindaco - Parte di esso era il cuore del convento dei Carmelitani, luogo in cui, un tempo, ci si dedicava alla preghiera, alla meditazione, all'accoglimento degli altri e alla cura del corpo e dello spirito».

«Tuttavia - continua -, il palazzo sarebbe un edificio come tanti se non fosse per l'amore e per il profondo senso di solidarietà dimostrato da numerosi cittadini, dalle associazioni del nostro territorio, da tutte le attività artigianali e imprenditoriali, dai medici, dai professionisti e dai Parroci che lo hanno trasformato in una vera e propria casa e che operano per un’accoglienza dignitosa e non solo di soccorso».

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Nei giorni scorsi, la cittadinanza è scesa in piazza animando una fiaccolata che si è snodata per le strade del paese al fine di esprimere il netto dissenso verso gli orrori della guerra.

«In nostro è stato un gesto che vale oggi per l’Ucraina ma che vale sempre contro ogni guerra per una pace che sia davvero universale e duratura».

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