“Vendo capitello d'epoca romana autentico"
Ma arrivano i carabinieri: nei guai 29enne

Venerdì 29 Giugno 2018 di Claudio Tadicini

“A.A.A. vendesi antichissimo capitello d’epoca romana”. Dopo avere tentato invano di venderlo alle più note case d’asta italiane, ha provato a piazzarlo online su “Subito.it”, ma anziché attirare acquirenti ed appassionati d’arte ha portato su di sé l’attenzione dei carabinieri, che si sono presentati nella sua abitazione e gli hanno sequestrato il reperto archeologico, messo in vendita al prezzo di 120mila euro. A ricevere la “visita” a domicilio dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bari è stato un giovane di Cutrofiano – M.C. le sue iniziali, di 29 anni – già finito nei guai un anno e mezzo fa, quando i militari della Compagnia di Gallipoli trovarono 73 chili di marijuana in una dependance a lui in uso.
Ad indirizzare i militari del Tpc (uno dei reparti speciali dell’Arma) nel comune dell’entroterra salentino ci ha pensato lo stesso 29enne che, poco più di un mesetto fa, ha pubblicato sul noto sito di compravendita online l’inserzione per la vendita di un “antichissimo capitello d’epoca romana”, allegando quattro foto.
“Vendo antichissimo capitello dell’epoca romana – si legge ancora nell’annuncio - un reperto introvabile sul mercato. Possiedo certificazione che posso inoltrare tramite e-mail, di lecito possesso, e certificazione alla vendita da parte della Soprintendenza della mia regione. Solo collezionisti seriamente interessati, no perditempo. Sono disponibilissimo, previo contatto telefonico, a far vedere il reperto da qualunque esperto esistente in Italia e non. Prezzo non trattabile”. L’inserzione online, però, dopo alcuni giorni, è finita sotto la lente degli investigatori baresi per la Tutela del patrimonio culturale, competenti in Puglia e Basilicata, che – incuriositi anche dalla smisurata richiesta economica avanzata da quell’ignoto venditore - hanno voluto vederci chiaro. Mercoledì, dunque, si sono recati presso l’abitazione del 29enne con un decreto di sequestro e, al termine di una perquisizione, hanno rinvenuto e sequestrato il capitello in questione: sarà sottoposto ad una perizia da parte dei tecnici della Soprintendenza, per stabilire la sua originalità e, di conseguenza, l’epoca a cui risalirebbe. Se autentico potrebbe risalire al IV, forse V secolo dopo Cristo, espressione dell’arte dell’epoca tardo romana o paleocristiana.
Il giovane è indagato con l’accusa di ricettazione, essendo il bene archeologico di proprietà dello Stato. Lui ha però riferito che l’antico capitello apparteneva ad una zia del padre: le indagini dei carabinieri, tuttora in corso, oltre all’eventuale autenticità del reperto, dovranno accertare anche la sua reale provenienza. È difeso dall’avvocato Michelangelo Gorgoni.

Ultimo aggiornamento: 19:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA