Prenotazioni on line a singhiozzo: code e assembramenti al Centro di prenotazioni del vecchio Fazzi

Prenotazioni on line a singhiozzo: code e assembramenti al Centro di prenotazioni del vecchio Fazzi
di Maddalena MONGIò
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Mercoledì 27 Gennaio 2021, 09:17

Code e prestazioni sanitarie sono un binomio classico, ma in tempo di Covid ancora più insopportabili. E con gli assembramenti che fanno aumentare timori, disagi e proteste.
Cup e laboratorio analisi all'ex Vito Fazzi di piazzetta Bottazzi a Lecce. Questi i punti critici delle ultime settimane con file e attese per un numero di persone superiore a quello consentito. Accade l'esatto contrario di quanto avviene in un qualsiasi negozio: il numero di persone in attesa supera quelle che potrebbero sostare all'interno. In fila indiana per accedere alla Farmacia del distretto, assembrati all'ingresso del Poliambulatorio dove l'accesso unico per tanti servizi inevitabilmente crea l'ingorgo, in attesa nella sala del Cup o del Laboratorio analisi spesso il doppio più delle persone previste. Le code alla Cittadella della Salute non sono una novità visto l'alto afflusso di utenti che ogni giorno accede alla struttura che offre molti servizi, ma con il Covid tutto è peggiorato perché ora si fanno i conti con la paura del contagio. In più c'è l'evidente contraddizione di una sanità che da una parte invoca il distanziamento sociale, ma poi a casa sua non sempre lo rende possibile. Alla faccia della spinta ai servizi digitali e alle prenotazioni on line.


L'Asl Lecce prova a correre ai ripari, come afferma il direttore del Distretto socio-sanitario, Costantino Giovannico: «Lunedì e martedì sono le giornate più critiche a causa dell'elevato numero di cittadini che si recano all'ex Fazzi per il Cup, per la Farmacia o per il Laboratorio analisi. Stiamo facendo del nostro meglio per trovare soluzioni opportune con operatori che guidino gli utenti fornendo risposte adeguate rispetto ai servizi, alle prestazioni e ai tempi di attesa. Valutiamo una riorganizzazione dei percorsi all'ingresso per accogliere sempre meglio i cittadini a cui naturalmente raccomandiamo di rispettare gli orari degli appuntamenti».

Il problema è sfaccettato. Da una parte la necessità di limitare l'ingresso alle persone per contenere i rischi del contagio, dall'altra la digitalizzazione che ancora non supporta efficacemente i servizi. E c'è da considerare che buona parte della popolazione - anziani, ma non solo - non ha un'alfabetizzazione informatica oppure non ha accesso a internet.


C'è un'alternativa: la prenotazione delle visite è rappresentata dalle farmacie anche se esse non possono riscuotere il ticket. In questo caso il servizio di prenotazione costa 2 euro e, secondo Domenico Di Tolla, presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Lecce, «è un obolo pesante per i pensionati». In più c'è il malfunzionamento della piattaforma informatica regionale dove è caricato il fascicolo elettronico di chi lo ha attivato. La settimana scorsa è stata quasi sempre inutilizzabile sia per le ricette dematerializzate che per le visite specialistiche. Disservizi che, forse, non invogliano i medici di famiglia a sensibilizzare i propri assistiti sull'importanza di questo strumento ma con problemi di funzionamento. «Le prenotazioni in farmacia vengono fatte precisa Di Tolla ma questa settimana è stato un tormento. Abbiamo chiesto chiarimenti e ci è stato risposto che c'erano aggiornamenti in corso: mi domando perché non vengono fatti di notte o in giorni non lavorativi. Il sistema di prenotazioni on line non è stabile, ma le promesse di implementazione non si sono ancora concretizzate e quando non funziona ci sono problemi anche sul fascicolo elettronico per cui non si possono scaricare le ricette. Chi non ha tempo per fare le file al Cup prenota in farmacia, ma il fatto che si debbano pagare due euro è un deterrente per cui chi è più libero da impegni preferisce andare al Cup. Il costo dovrebbe essere a carico del servizio sanitario e in questo modo l'Asl Lecce avrebbe 267 sportelli distribuiti su tutto il territorio e non ci sarebbero più code».


Facile a dirsi, più difficile a farsi a quanto pare perché alla fine è sempre un problema di risorse. Ma, di certo, la pandemia ha mostrato spesso l'arretratezza della sanità pubblica in termini di erogazione di servizi online. Per non rischiare di continuare a rivedere le stesse scene: code e proteste per il rischio assembramenti.

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