Chi non chiude/ Covid e coprifuoco, Salvemini annuncia: «Qui le piazze restano aperte». Puniti gli assembramenti

Sabato 24 Ottobre 2020 di Stefania DE CESARE

No al coprifuoco e a chiusure di piazze e strade, sì a controlli per impedire assembramenti pericolosi in punti nevralgici della città, a cominciare dal centro storico: «La provincia di Lecce è la terzultima in Italia per il numero di contagi, la nostra situazione è diversa».


Il sindaco Carlo Salvemini detta la linea da seguire, a partire da questo fine settimana, per tenere sotto controllo la diffusione del virus senza togliere la spina alla movida leccese. A margine della riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, svolta ieri mattina, il primo cittadino ha confermato l'intenzione di non voler chiudere strade o piazze dell'area antica che, però, sarà monitorata attentamente dalle forze dell'ordine: «Sarà un fine settimana di controlli potenziati - ha annunciato Salvemini su Facebook -. Non si procederà con la limitazione degli accessi a strade e piazze della cosiddetta movida». Almeno per questo weekend, quindi, in città non si vedranno le stesse immagini dei centri storici deserti e dei bar chiusi di Milano, Roma o Napoli, dove l'orologio della pandemia è tornato indietro all'ora del lockdown. Il primo cittadino vuole andare per gradi, cercando di ridurre il rischio contagio senza limitare la circolazione.

La movida, quindi, non sarà blindata: si potrà andare nei bar e nei ristoranti ma rispettando le regole del distanziamento con alcol solo ai tavoli a partire dalle 21 e niente bevute in piedi all'ingresso dei locali. La decisione di Salevemini parte dai dati provinciali relativi alla diffusione del covid. «Ancora oggi la nostra provincia è la terzultima in Italia per il numero di casi positivi ogni 100mila abitanti, siamo oggettivamente in condizioni diverse rispetto ad altre province e città di Italia e di Puglia ha spiegato Salvemini -. In città nell'ultima settimana abbiamo riscontrato dei positivi tra gli alunni delle scuole ma la situazione, grazie alla prontezza di intervento e alla collaborazione positiva tra famiglie, dirigenti scolastici, Dipartimento di Igiene della Asl e servizi comunali, mi consente di dirvi che non ci sono particolari allarmi».


E quindi meglio adottare una linea soft, anche per scongiurare quanto sta succedendo in altri comuni dove la paura del contagio si è diffusa più velocemente del virus provocando un fuggi fuggi dei clienti da ristoranti, bar e pub. Ma Palazzo Carafa non ha intenzione di abbassare la guardia dal punto di vista dei controlli. «Questo non significa assolutamente che saranno consentite o tollerate violazioni delle disposizioni di legge (divieto di assembramento, il rispetto del distanziamento interpersonale, l'utilizzo della mascherina quando ci si trova in compagnia di altre persone) e dell'ordinanza che ho emanato nei giorni scorsi, che prevede il divieto di consumare bevande alcoliche per strada, in spazi e aree pubbliche dopo le 21 ha ribadito il sindaco -. Le forze di Polizia e gli agenti della Polizia locale saranno impegnati in forze nelle zone solitamente più frequentate nel fine settimana, per garantire che non si formino assembramenti, che le regole siano rispettate. Questo per scongiurare provvedimenti più restrittivi, consentire che locali ed esercizi di somministrazione possano restare aperti ed accogliere al tavolo e in sicurezza i propri clienti».


Questa settimana la provincia registra 68 nuovi casi. «Siamo la terz'ultima in Italia con 128 casi totali ogni 100.000 abitanti. Un dato che resta felicemente sorprendente - ha commentato il sindaco -. Restiamo anche la meno colpita in Puglia rispetto a Foggia (522), Bari (448), Bat (327), Brindisi (252), Taranto (212). A Lecce città gli attuali positivi sono 52, erano 37 venerdì scorso».

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