Scuola, ultimo giorno di un anno faticoso. «Vogliamo dimenticarci della Dad»

Scuola, ultimo giorno di un anno faticoso. «Vogliamo dimenticarci della Dad»
di Serena COSTA
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Venerdì 11 Giugno 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 13:43

Sono 27 in più i maturandi ai blocchi di partenza, rispetto allo scorso anno, ma intanto oggi si conclude l’anno scolastico per 90.401 alunni: dalla primaria alle superiori. Un momento, quello della fine dell’anno, carico di emozioni tanto più che è stato vissuto sotto la cappa del Covid. Ma da oggi si accendono i riflettori sugli esami di Stato che vedono coinvolti gli alunni delle scuole medie e gli studenti delle superiori. Si tratta di un “battaglione” di 14.882 ragazzi: 7.196 frequentanti la terza media e 7.686 del quinto anno delle superiori (l’anno scorso erano 7.659). 
Per i maturandi la parte del leone la fanno i liceali: 3.818 di cui 26 privatisti; seguono i tecnici: 2.326 (77 candidati esterni); infine i professionali con i loro 1.542 candidati (188 esterni). E già questo pomeriggio alcune scuole medie danno inizio all’esame di Stato che deve concludersi entro il 30 giugno.

Le testimonianze degli alunni

Lo ricorderanno, eccome se lo ricorderanno, quest’anno e mezzo di scuola ai tempi della pandemia: chissà se oggi, 11 giugno 2021, sarà davvero l’ultimo giorno di una scuola interrotta, smaterializzata in immagini di pc e smartphone, infreddolita da emozioni senza odori e sapori, traghettate su cavi internet.
«Non chiedeteci di ricominciare il prossimo anno con la didattica a distanza»: è un appello, una speranza nutrita ogni giorno di più dagli alunni delle scuole elementari e medie leccesi, che oggi, oltre agli zaini, vorrebbero lanciare in aria anche quelle disgraziate mascherine. Eppure, proprio grazie a quelle fasce copri-sorriso sono riusciti a vedere a spizzichi e mozzichi i loro compagni di scuola e i loro prof: un sacrificio accettabile, se paragonato alla prospettiva di restare a casa a seguire le lezioni davanti a un pc in semi-totale solitudine.


«Chiedere ai ragazzi di restare tante ore davanti al monitor è stato assurdo: ogni mattina, mi alzavo, facevo colazione e accendevo il computer – racconta Gianmarco Albanese, terza G della scuola media “Ascanio Grandi” di Lecce –. Quando invece è stato possibile tornare a fare lezione in presenza, seppure a distanza di un metro dal compagno di banco, si poteva parlare faccia a faccia, scherzare e condividere le nostre emozioni. Per me è stato un anno difficile, la mia personalità è cambiata: già prima della pandemia ero introverso e solo grazie alla mia classe stavo riuscendo ad aprirmi».


Per la sua compagna di scuola, Sofia Salomi, terza B, l’obbligo di restare a casa ha costituito perfino un modo per migliorare il proprio rendimento scolastico: «Fare i compiti e seguire le lezioni pomeridiane di strumento musicale stava diventando un po’ faticoso – confessa la studentessa – mentre avere a disposizione un po’ più di libertà nell’arco della giornata mi ha fatto concentrare sullo studio».
Ma per alcuni di loro non si è trattato solamente di riorganizzare il proprio tempo. C’è chi il Covid-19 l’ha visto sfrecciare a pochi centimetri dai propri occhi, come una pallottola vagante: è il caso di Stella Garrisi, terza L del “Grandi”. «Nella mia famiglia, ero l’unica a essere negativa al coronavirus e per circa un mese e mezzo sono stata praticamente isolata nella mia stanza, mentre il resto della famiglia occupava la restante parte della casa: me la sono dovuta sbrigare da sola, ma questa situazione mi ha fatto maturare molto».


E purtroppo la pandemia ha costretto tanti bambini a rinunciare ai propri cari: Nicolò Miceli, alunno alla quinta E del V Circolo “Livio Tempesta”, circa due mesi fa ha perso la sua nonna a causa del Covid. «Anche mio padre si era contagiato –abbassa gli occhi di tristezza mentre lo racconta, il piccolo Nicolò – e io e mia madre, che eravamo negativi, siamo andati a stare dall’altra nonna». Per fortuna che c’è la scrittura giornalistica, che gli fa scrivere di animali sul magazine della sua scuola: «Da grande voglio fare il veterinario, adoro cani, gatti e tutti gli animali domestici. E poi voglio continuare a giocare a basket, che ho dovuto interrompere in questi mesi».


Anche Riccardo Malara della quinta C è potuto tornare a fare i suoi sport preferiti, ovvero atletica e karate. L’unico rammarico, per il prossimo anno scolastico, è dover rinunciare agli amichetti della sua classe, visto che frequenterà la prima media.
È stato un anno scolastico più difficile di quello precedente per alcuni di questi studenti. Agnese Cittadella, quinta F del “Tempesta”, lo definisce senza mezzi termini «un disastro: alternare lezioni in presenza e a distanza mi ha reso esausta». Un problema anche per la sua migliore amica, Emma Fiorentino, con cui ora può tornare ad abbracciarsi. «Che liberazione quando siamo ritornati in zona gialla – racconta Emma – sono corsa subito dai miei nonni e da Agnese, perché mi mancavano troppo».


Mariachiara Centonze, invece, ha cercato di essere sempre in classe, quando consentito dalla pandemia: «Mi sentivo un vuoto dentro, quando facevamo la didattica a distanza – racconta l’alunna alla terza A della Scuola media “A. Galateo” –. Il continuo stop and go ci ha sfibrati tutti. Ho rinunciato alla danza, ora il mio hobby è uscire con i miei amici, che sono la priorità».
Per combattere la paura e la solitudine, la sua compagna di scuola Carola Anna Ferrocino si è data all’hard rock: Mother mother, ma anche classici come Queen, Acdc (la sua maglietta parla chiaro), Sex Pistols, Green Days, Kiss e Pink Floyd. Lei, che sogna di diventare fumettista, legge manga giapponesi a tutto spiano e spera che l’anno prossimo sia tutto in presenza.


Alti e bassi anche per la quinta classe della Scuola Primaria Oxford Group di Lecce. «Quest’anno è andato bene nonostante il periodo di pandemia globale, ci sono stati momenti non proprio belli, ma il ritorno a scuola dopo la dad è stato emozionante. È stato un anno diverso dagli altri, con nuove esperienze, difficoltà e tante emozioni - raccontano -. Ma ce l’abbiamo fatta». Lo sguardo è ora innanzitutto alle vacanze e poi al nuovo impegno che li attende: «L’anno prossimo avremo nuovi professori e materie diverse da studiare, ma tutto si potrà affrontare con serenità se potremo essere di nuovo tutti insieme in presenza. Un po’ però ci mancheranno le nostre maestre, è grazie a loro se siamo cresciuti così».
I ragazzi di terza media dell’Oxford non nascondono il loro maggiore timore. «Temiamo che, come quest’anno - confessano -, cominceremo le lezioni in presenza per poi ritornare in Dad. Dovendo frequentare gli istituti superiori, incontreremo nuovi compagni, faremo nuove conoscenze: speriamo di avere la possibilità di frequentarci anche in orario extrascolastico, perché è difficile che l’amicizia nasca “a distanza”. Speriamo di poter utilizzare con serenità anche i pullman, che sono importanti spazi di socializzazione per noi ragazzi».

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