Rifiutano il vaccino, contagiati due infermieri del 118 a Casarano

Mercoledì 31 Marzo 2021 di Erasmo MARINAZZO

Positivi due infermieri della postazione del 118 dell'ospedale Francesco Ferrari di Casarano. Due dei tre infermieri che hanno rifiutato di sottoporsi alla campagna vaccinale che ha dato priorità al personale sanitario per prevenire la diffusione dei contagi Covid nei reparti. Negativi tutti gli altri. E sono tre i medici no vax in servizio nella rete salentina di soccorso del 118.

LA  ASL NON è INTERVENUTA


Nessun provvedimento è stato adottato intanto dai vertici della Asl, diversamente da quanto accaduto, ad esempio, a Brindisi. Intanto i due infermieri sono a casa in quarantena sanitaria, in attesa di sottoporsi nuovamente ai tamponi.
L'allarme si è diffuso domenica scorsa nella postazione del 118 di Casarano quando uno degli infermieri no vax ha manifestato sintomi del contagio da Covid 19. Un passo indietro: questo dipendente della Asl è vero che si era rifiutato di sottoporsi al vaccino, salvo poi ricredersi negli ultimi giorni. Forse per timore di conseguenze sul piano disciplinare, forse per i timori innescati dall'impennata della curva dei contagi e dei decessi che vede oggi la Puglia tristemente seconda solo alla Lombardia. Sta di fatto che questo infermiere ha abbandonato a un certo punto le convinzioni no vax per sottoporsi alla prima dose del vaccino Pfizer.
Nel frattempo però non si sarebbe immunizzato se il virus, che lo ha contagiato. E ha colpito poi in rapida successione anche il collega che, come lui, aveva rifiutato di partecipare alla campagna vaccinale di massa del personale sanitario.

GLI SCREENING


Tamponi positivi solo per questi due infermieri, negativi per tutti gli altri. Si attendono invece ancora i risultati del tampone a cui è stato sottoposto un terzo infermiere no vax.
Intanto cominciano a diventare palpabili le conseguenze di quei conta: non solo i tamponi molecolari a tutto il personale della postazione del 118, la sanificazione dei locali e delle ambulanze ma anche il tracciamento dei contatti avuti durante le ore in cui hanno prestato servizio. Vale a dire fra tutti i pazienti assistiti ed i loro parenti.
Un problema ulteriore da gestire in un momento in cui la sanità salentina e pugliese sono sottoposta alla prova più dura dall'inizio per l'aumento ormai sistematico dei contagi e le terapie intensive vicine al collasso: di ieri la nota comunicata dal Dea (Dipartimento emergenza ed accettazione) dell'ospedale Vito Fazzi alla centrale operativa del 118 di Lecce di non disporre ulteriori trasferimenti al pronto soccorso perché i posti letto sono esauriti.
Intanto l'obbligo della vaccinazione potrebbe essere esteso a tutto il personale che lavora in strutture sanitarie, dunque non solo medici ma anche infermieri, operatori sociosanitari, dipendenti delle residenze sanitarie assistenziali (rsa) e studi privati. È l'ipotesi che sta emergendo in queste ore e sulla quale sarebbero al lavoro gli uffici legislativi di diversi ministeri. Ipotesi che sarà valutata nel decreto Covid all'esame odierno del Governo.

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Ultimo aggiornamento: 15:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA