«No alla strada intitolata a Cossetto, vittima delle foibe. E cancellate via Almirante»: l'Anpi contro il Comune

Giovedì 30 Gennaio 2020

«Se la decisione di attribuire alla senatrice Liliana Segre la cittadinanza onoraria a Lecce va nella giusta direzione della memoria pubblica dell’Olocausto e del contrasto necessario all’odio antisemita, la decisione simultanea di titolare una via a una presunta martire delle foibe, su proposta della destra post-fascista, è deplorevole e mistifica la memoria della guerra partigiana di Liberazione che fu un fatto storico europeo». L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, sezione di Lecce, non le manda a dire al Comune di Lecce dove il Consiglio, il 28 gennaio scorso, ha votato all'unanimità per la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, senatrice a vita sopravvissuta agli orrori di Auschwitz, e - sempre all'unanimità - sì alla mozione presentata dal capogruppo di Fratelli d'Italia, Roberto Giordano Anguilla, per l'intitolazione di una strada a Norma Cossetto (nella foto in basso) uccisa nelle foibe per mano partigiana dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Alla Cossetto, nel 2005 venne conferita la medaglia d'oro al valor civile dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. 

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«Nessun revisionismo storico - incalza però l'Anpi leccese - nessun uso strumentale di fatti peraltro senza fonti certe, può portarci a equiparazioni tra vittime e carnefici. L’Anpi invita al contrario a rinominare dallo stradario pubblico la via titolata a Giorgio Almirante, firmatario delle leggi razziste nel Ventennio, e la via a Predappio, patria del dittatore Benito Mussolini». Un tema, questo dell'intitolazione delle strade ad Almirante, che ha tenuto banco pochi giorni fa sulle cronache nazionali dopo la scelta del Comune di Verona di dare la cittadinanza onoraria a Segre e di intitolare una strada allo storico leader dell'Msi. «Si mettano d’accordo! - è stata la prima reazione della senatrice a vita -. Le due scelte sono di fatto incompatibili, per storia, per etica e per logica. La città di Verona, democraticamente, faccia una scelta e decida ciò che vuole, ma non può fare due scelte che sono antitetiche l’una all’altra. Questo no, non è possibile». Almirante aveva aderito alla Repubblica di Salò, guidò a lungo il partito che si proclamava erede dell’esperienza politica mussoliniana e, ancora prima, era stato tra i collaboratori della rivista «La difesa della razza» che propugnava tesi xenofobe e antisemite. Fu anche tra i firmatari, nel 1938, del Manifesto della razza che fece da fondamento alle leggi anti ebraiche emanate in epoca fascista. Leggi delle quali Segre è stata vittima. 

All’Anpi Lecce, intanto, replica il consigliere comunale e regionale di Fratelli d'Italia, Saverio Congedo. «Anpi fa distinguo sui morti – contrattacca –. Non esistono morti di serie A e morti di serie, tranne per l’Anpi che, a Lecce, etichetta come “presunta” martire delle foibe Norma Cossetto, studentessa ventiquattrenne istriana torturata, violentata e gettata in una delle foibe della Venezia Giulia. Non solo: per i compagni dell’Anpi anche le foibe stesse sono un’invenzione e non trovano riscontro nelle fonti. Siamo contenti della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre e siamo altrettanto orgogliosi di aver onorato un’italiana vittima di una pagina nera della nostra storia. Così come siamo orgogliosi di aver in passato contribuito a far intitolare una strada della nostra città ad un gigante della storia politica italiana come Giorgio Almirante. Da questa gente in preda a furori ideologici, che semina odio, non accettiamo lezioni:. Si tengano strette le strade e le statue di Stalin, Lenin e Tito: per quanto ci riguarda proseguiremo la nostra battaglia per ricordare e onorare straordinari esempi di italianità».

Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio, 01:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA