Galatina, allarme al reparto Infettivi: positiva la caposala

Mercoledì 1 Aprile 2020 di Maddalena MONGIò
Contagi in ospedale: dopo Copertino, Gallipoli, Lecce, due casi di Covid a Galatina. Ma intanto l'ospedale apre l'area pediatrica Covid e il facente funzione coordinatore infermieristico del pronto soccorso, Marco Rizzo, sbotta: «Ce la stiamo mettendo tutta per contrastare un nemico invisibile». Di ieri mattina la notizia della positività al coronavirus della caposala del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Santa Caterina Novella di Galatina. Si tratta del secondo caso riscontrato nel reparto ed emerso dopo che era risultato affetto da Covid un infermiere degli Infettivi. Si tratta delle prime due positività registrate nell'ospedale, sinora rimasto indenne nonostante sia in trincea sin dall'insorgere dell'epidemia.

I contagi riguardano due operatori sanitari del reparto dove questi pazienti vengono curati e che, mediamente, ne ospita circa 25 al giorno. Le misure di prevenzione adottate dal direttore del Santa Caterina Novella, Giuseppe De Maria, sono capillari e messe in atto dopo che i casi hanno cominciato ad aumentare di numero. È stato a Galatina che si è registrato il primo caso di contagio del Salento, un parrucchiere 58enne di Aradeo (che oltre all'uomo e a sua moglie non ha avuto altri Covid), seguito poi da quello dell'ospedale San Giuseppe da Copertino.

Sino a un paio di giorni fa a Galatina si incrociavano le dita perché nessun operatore sanitario era stato beccato dal virus. De Maria aveva predisposto gli ingressi separati per Covid e no-Covid aiutato anche dall'architettura dell'ospedale pensato con lungimiranza e che deve la sua stessa esistenza alla famiglia De Maria. L'allora direttore dell'ospedale, Palmina De Maria, ha fatto costruire un padiglione per gli infettivi separato dai reparti per i non infetti ed è dotato di sistemi d'avanguardia attualizzati qualche anno fa quando si temeva una possibile diffusione di Ebola. È dotato di stanze a pressione negativa per l'isolamento del paziente, anche il pronto soccorso ne ha una, e di sistemi di filtraggio dell'aria in ogni stanza.

Al momento il piano terra è stato dedicato all'osservazione dei casi sospetti per i quali sono state approntate 15 stanze con bagno per evitare il contatto stretto tra i sospetti ed eventuali contagi di negativi da parte di chi, eventualmente, dovesse risultare positivo. E non solo. La sanificazione è quasi maniacale. Sono stati acquistati 200 spruzzini e tutto il personale in servizio ne è provvisto per nebulizzare disinfettante. In più, oltre alla sanificazione quotidiana, le squadre di Sanitaservice addette alla disinfezione degli ambienti ospedalieri giornalmente sanifica maniglie e pulsantiere. Eppure il virus è riuscito a colpire.

Rizzo spiega quali sforzi sono stati messi in atto per contenere l'eventualità di contagio: «Da quando è iniziata l'emergenza Covid-19 siamo stati sempre molto attenti affinché il personale fosse in grado di contrastare nella misura più efficace ed efficiente possibile il problema epidemiologico sopraggiunto. Nonostante la difficoltà nell'approvvigionamento dei dispositivi individuale di sicurezza (problema condiviso a livello nazionale) il lavoro sinergico tra direzione generale, direzione medica di presidio, farmacia ospedaliera, pronto soccorso, malattie infettive, donazioni da privati, associazioni e servizi (radiologia, laboratorio analisi) hanno garantito il contenimento e il contrasto di un nemico invisibile che ha messo a dura prova anche il nostro territorio». E poi si toglie un sassolino dalla scarpa: «Fino a qualche tempo fa il nosocomio veniva classificato come ospedale di base finalizzato alla cura di patologie non rivestenti carattere d'urgenza, ciononostante le stesse sono state comunque assicurate dal personale del pronto soccorso con la massima professionalità».

Al momento il pronto soccorso di Galatina è suddiviso in quattro aree. Si parte da una tenda messa a disposizione dalla Croce Rossa Italiana per il pretriage, da lì la distinzione dei percorsi Covid e no-Covid. «Nell'area destinata ai pazienti normali spiega Rizzo sono trattate urgenze di natura cardiologica; traumatologica, insomma tutto quello che arriva in pronto soccorso. Nell'area destinata ai pazienti con sospetta infezione da coronavirus si eseguono indagini strumentali e laboratoristiche finalizzate a giungere a corretta diagnosi. Infine c'è l'area destinata ai pazienti pediatrici con segni e sintomi riconducibili a sospetto Covid. Ad oggi i risultati conseguiti sono certamente da attribuire all'instancabile lavoro di tutti, senza sosta». © RIPRODUZIONE RISERVATA