Carabiniere trucidato a colpi di fucile: analisi sul furgone dei sospettati dell'omicidio

Carabiniere trucidato a colpi di fucile: analisi sul furgone dei sospettati dell'omicidio
di Erasmo MARINAZZO
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Domenica 30 Maggio 2021, 10:20 - Ultimo aggiornamento: 17:52

Gli specialisti delle investigazioni scientifiche arriveranno a Lecce per individuare l'eventuale presenza di tracce dell'omicidio della sera del 3 maggio a Copertino. Ai carabinieri del Sis (Sezione investigazioni scientifiche) di Bari è stato affidato il compito di analizzare il furgone sequestrato ai coniugi Michele Aportone e Rossella Manieri, 70 e 62 anni, di San Donaci, nell'inchiesta che li vede indagati per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione per i quattro colpi di fucile semiautomatico calibro 12 che hanno ucciso il maresciallo dei carabinieri in congedo Silvano Nestola, 46 anni, di Copertino.

I rilievi e gli accertamenti


Altri accertamenti sono previsti in settimana: la prova comparativa al Ris (Reparto investigazioni scientifiche) di Roma fra i quattro bossoli recuperati accanto alla villa della sorella della vittima, con i due fucili sequestrati ai coniugi Aportone-Manieri. Gli esiti sono particolarmente attesi perché faranno da discrimine all'inchiesta condotta dai pubblici ministeri della Procura di Lecce, Paola Guglielmi ed Alberto Santacatterina, con i carabinieri del Nucleo investigativo, del Ros e della Tenenza di Copertino. Diranno, in altri termini, se la pista sia quella battuta sin dalle prime ore quando i coniugi di San Donaci, la figlia e l'ex marito vennero condotti a Lecce per essere sentiti come persone informate sui fatti. E quando, era la mattina del 4 maggio, furono sequestrati i fucili ed alcune cartucce.

La pista, l'eventuale movente


La pista fin'ora privilegiata è quella legata alla vita privata del maresciallo in congedo. Lo spunto lo aveva dato il tipo di arma, un comune fucile caricato con tre cartucce da caccia leggera ed una a pallettoni. Il primo riscontro è arrivato dalla constatazione che Silvano Nestola avesse frequentato la figlia degli Aportone-Nestola e che gli stessi detenessero delle armi intestate alla moglie. L'ascolto di diversi testimoni, la lettura dei messaggi trovati sui telefoni cellulari hanno fornito un quadro di un rapporto mal visto dai genitori della ragazza.
A disposizione degli inquirenti c'è inoltre una mole di informazioni che li ha convinti a seguire e ad approfondire questa pista. Tuttavia avranno un peso determinante gli accertamenti balistici come anche le ricerche nel furgone di qualche traccia eventualmente riconducibile al delitto: potrebbero segnare la svolta, in un senso o in altro. Potrebbero aggravare la posizione degli indagati o dare indicazioni di ricercare altrove i responsabili. Intanto Aportone e Nestola avranno come consulente l'ex comandante del Ris di Parma, il generale Luciano Garofano, difesi dagli avvocati Francesca Conte, Giancarlo Vaglio ed Ilario Manco. I familiari di Nestola sono assistiti dagli avvocati Enrico Cimmino e Vincenzo Maggiulli.

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