Contrabbando di gasolio, patto criminale fra Lecce e Roma. Blitz della Finanza: 11 arresti e 64 indagati per un'evasione fiscale di oltre 20 milioni. Tutti i nomi

Giovedì 19 Novembre 2020

Oltre 90 militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Lecce sono stati impegnati per dare esecuzione (tra la provincia di Lecce e quella di Roma) all’ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Giovanni Gallo, ha disposto l’arresto di 11 persone (3 in carcere e 8 ai domiciliari), indagate- a vario titolo - per associazione a delinquere finalizzata ai reati di contrabbando di gasolio agricolo, emissione ed utilizzo di fatture false, riciclaggio ed autoriciclaggio. Le persone complessivamente finite nel registro degli indagati sono 64.


L’operazione denominata “Free Diesel” è stata condotta dai Finanzieri della tenenza di Tricase, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lecce d’intesa con la Direzione Nazionale Antimafia di Roma.
La rilevante evasione fiscale (tra accisa, Iva ed Ires) - accertata per gli anni dal 2014 al 2018 - ammonta ad oltre 20 milioni di euro ed è stato disposto il sequestro di beni a carico di 17 indagati e di otto aziende, tre delle quali anche destinatarie di interdizione per un anno dall’esercizio dell’attività di commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi.

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Tutto ha avuto inizio da un’attività di controllo economico del territorio, con il pedinamento di un’autobotte che trasportava gasolio agricolo venduto illecitamente. Le successive investigazioni, anche di natura tecnica, durate oltre due anni, hanno fatto emergere due complessi e ben collaudati sistemi di frode: il primo rappresentato dal contrabbando di un ingente quantitativo di gasolio agricolo; il secondo, dall’utilizzo di una società “cartiera” che acquistava e commercializzava carburante per autotrazione, evadendo così l’Iva. 


Nel dettaglio, l’organizzazione leccese (diretta da Pierluigi Quarta, 39enne di Carmiano), dal 2014 al 2018, ha gestito due depositi di carburanti agricoli, uno a Carmiano e l’altro a Diso (quest’ultimo intestato a una “testa di legno”, cioè un prestanome) ed ha “distratto” circa 25 milioni di litri di prodotto petrolifero (con un’evasione di accisa, Iva ed imposte dirette per oltre 13 milioni di euro), a favore di autotrasportatori leccesi, brindisini e tarantini compiacenti. Il sistema, ben collaudato, si avvaleva di imprese agricole fittizie, prive di libretti U.M.A. (Utenti Motori Agricoli) e costituite ad hoc, con la complicità di un commercialista salentino. 


Nel sodalizio criminale, ciascuna delle 10 persone dedite al contrabbando aveva mansioni ben definite: c’era chi predisponeva la documentazione fittizia (fatture e Das) intestata ai falsi imprenditori agricoli, chi procacciava clienti, chi trasportava gasolio agevolato presso i clienti compiacenti, chi riscuoteva il denaro e chi si dedicava ad una vera e propria “caccia” del soggetto “ideale” a cui intestare le fittizie aziende agricole. 
Gli elevati guadagni conseguiti dall’illecita attività di contrabbando di gasolio agricolo venivano poi riciclati, in parte, attraverso la gestione di un distributore stradale che si trova a Carmiano, dove nel tempo si sono riforniti – consapevolmente – decine di clienti (soprattutto autotrasportatori), nei confronti dei quali venivano emesse fatture false, attestanti la vendita di “gasolio per autotrazione”, documenti fiscali che poi venivano altresì utilizzati dagli stessi clienti per richiedere all’Erario il rimborso parziale dell’accisa (la cosiddetta Carbon Tax).   
Il secondo sistema di frode, finalizzato all’illecito approvvigionamento di gasolio per autotrazione, è stato perpetrato sempre dalla stessa organizzazione criminale leccese, ma questa volta con la complicità di un’altra organizzazione di Roma, composta da 4 sodali operanti in un deposito fiscale di carburanti della capitale.


La spregiudicata collaborazione tra le due organizzazioni criminali si realizzava ricorrendo ad un sofisticato sistema di evasione d’imposta meglio conosciuto come “frode carosello”. L’organizzazione leccese gestiva la società “cartiera” con sede fittizia a Lecce la quale, attraverso l’utilizzo di false “dichiarazioni di intento”, si interponeva tra il compiacente deposito fiscale romano ed i reali acquirenti di gasolio, realizzando così (da agosto 2017 a gennaio 2018) un’evasione di Iva per oltre 4 milioni di euro. L’organizzazione romana (di concerto con quella leccese) operava invece nel deposito fiscale capitolino e si occupava di redigere i Das, trovare i clienti e veicolare gli ordini. La cartiera, nello stesso periodo, ha ricevuto ed emesso fatture soggettivamente false per oltre 20 milioni di euro. Dalle indagini tecniche svolte sotto la direzione della Procura della Repubblica di Lecce è stato possibile accertare che l’Iva evasa veniva spartita (con cadenza settimanale), in percentuali prestabilite, tra gli associati romani e quelli leccesi. Non solo: la società “cartiera” è stata utilizzata anche per l’acquisto, in evasione d’imposta (a beneficio dell’intera organizzazione e dei suoi sodali), di autovetture, pneumatici, mobili di pregio del valore complessivo di oltre 2 milioni di euro, per un’evasione di Iva di quasi 500mila euro.  


A seguito della richiesta avanzata dal competente sostituto rocuratore, il giudice per le indagini preliminari di Lecce ha disposto anche il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di quattro società ed di una impresa individuale (di cui quattro distributori stradali attualmente in attività ed un imponente deposito fiscale di carburanti a Roma), nonché dei beni (immobili, terreni, autoveicoli, natanti) e delle disponibilità finanziarie riconducibili a 17 indagati e ad ulteriori tre società, per un valore complessivo di quasi 7 milioni di euro.   
L'operazione Free Diesel, oggi conclusa dalla Guardia di Finanza di Lecce, ha consentito non soltanto di smantellare una grossa frode fiscale in danno alle casse dello Stato ma anche di porre fine ad un’illecita attività che - nel tempo - aveva creato una situazione di concorrenza sleale sul mercato locale degli idrocarburi, in danno di tutti quegli imprenditori onesti che, al contrario, operano nel settore rispettando le regole.

In carcere:

  • Pierluigi Quarta, 39 anni di Carmiano
  • Dario Errico, 39 anni di Carmiano
  • Raffaele Sperti; 41 anni di Carmiano

Ai domiciliari:

  • Raffaele Pendinelli, 50 anni, di Carmiano;
  • Emiliano Lombardi, 30 anni di Ladispoli, provincia di Roma;
  • Luigi Lombardi, 60 anni di Ladispoli, provincia di Roma;
  • Francesco Colacresi, 45 anni di Tivoli (Roma)
  • Marco Federici, 48 anni, di San Gregorio da Sassola (Roma);
  • Gianluca Petrelli, 42 anni di Carmiano;
  • Cirino Angelo Negro, 47 anni di Poggiardo;
  • Giovanni Grandioso, 49 anni di Copertino.

Indagati a vario titolo, invece:

  • Alessio Santoro, 35 anni di Carmiano;
  • Matteo Ciavarella, 54 anni di Nardò;
  • Anna Tedesco, 50 anni di Nardò;
  • Angelo Monte, 44 anni di Carmiano;
  • Francesca D'Agostino, 36 anni di Carmiano;
  • Francesco Mazzotta, 32 anni di Carmiano;
  • Samuel Miacola, 31 anni di Brindisi;;
  • Mauro Primitivo, 44 anni di Tricase;
  • Maikol Quarta, 28 anni di Monteroni;
  • Antonio Lezzi, 63 anni di Lecce;
  • Silvano Castelluzzo, 43 anni di Lecce;
  • Fabio Lorenzo, 44 anni di Lecce;
  • Giancarlo Accluttie, 64 anni di Lecce;
  • Andrea Timo, 33 anni di Copertino;
  • Teodoro Mazzarini, 28 anni di Brindisi;
  • Roberta Caputo, 47 anni di Brindisi;
  • Francesco Mazzarini, 49 anni di Brindisi;
  • Teodoro Tara, 24 anni di Brindisi; 
  • Fabio Caputo, 38 anni di Brindisi;
  • Carlo Piccinno, 45 anni di Brindisi;
  • Davide Gabellone, 36 anni di Nardò;
  • Fabio Allegri, 50 anni di Nardò;
  • Donato Ingusci, 47 anni di Lecce;
  • Vito Calignano, 38 anni di Nardò;
  • Giuseppe Calignano, 31 anni di Nardò;
  • Giuseppe Molfetta, 39 anni di Mesagne;
  • Cosimo Ferrara, 54 anni di Erchie; 
  • Antonio Ilario De Pirro, 52 anni di Nardò;
  • Carmelo Garzia, 52 anni di Casarano;
  • Massimo Potenza, 50 anni di Galatone;
  • Giuseppe Potenza, 43 anni, di Galatone;
  • Antonio Rosafio, 36 anni di Taurisano;
  • Ilenia Fabio, 36 anni di Taurisano;
  • Eugenio Zecca, 67 anni di Leverano;
  • Marcello Straferra, 57 anni di Copertino;
  • Federica Strafella, 35 anni di Copertino;
  • Corrado Minerba, 51 anni di Nardò;
  • Rosaria Chiffi; 85 anni di Nardò;
  • Riccardo De Mitri, 43 anni di Galatina;
  • Pietro Damiano De Mitri, 70 anni di Galatina;
  • Franco Aurelio Grande, 54 anni di Avetrana;
  • Antonio Caprifico, 46 anni di Nardò;
  • Massimo Cassese, 43 anni di Monte San Michele;
  • Giovanni Vincenzo Delle Donne, 54 anni di Caprarica;
  • Antonio Baldari, 44 anni di Avetrana;
  • Giuseppe Baldari, 51 anni di Avetrana;
  • Anna Maria Gentile, 55 anni di Villa Castelli;
  • Salvatore Tundo, 62 anni, di Galatina;
  • Antonella Marra, 59 anni di Galatina;
  • Salvatore De Palma, 63 anni, di Roma;
  • Andrea Valletta, 43 anni, di Lecce.

(Per alcuni minuti, a causa del mancato inserimento del neretto, è risultato poco leggibile il titoletto dell'elenco degli indagati. Ci scusiamo con gli interessati e con i lettori)

Ultimo aggiornamento: 23:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA