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Concorso di Italiano, la prof fa ricorso: test errato. Il Tar impone verifiche al Ministero

Concorso di Italiano, la prof fa ricorso: test errato. Il Tar impone verifiche al Ministero
3 Minuti di Lettura
Giovedì 23 Giugno 2022, 12:51

Le polemiche sul concorso docenti non si placano. Anzi. E a rimpolpare il vespaio è la decisione del Tar Lazio che ha ingiunto al Ministero della Pubblica Istruzione di fornire “chiarimenti” in merito alle censure sollevate in giudizio da una professoressa salentina difesa dall’avvocato Pietro Quinto, che ha contestato la non ammissione alla prova orale nella classe di concorso di Disciplina Letterarie per il reclutamento del personale docente.

La vicenda

La vicenda scaturisce dalle modalità di svolgimento del concorso, la cui prova scritta si articola in 50 quiz a risposte multiple, delle quali solo una è esatta. Esaminata la scheda di valutazione, la professoressa ha constatato, anche con l’ausilio di esperti qualificati, l’erroneità delle risposte individuate come esatte dall’Amministrazione scolastica per alcuni quiz. Da qui il ricorso al Tar a mezzo dell’avvocato Pietro Quinto, che ha censurato i vizi del questionario. Il difensore, per supportare la fondatezza dei vizi denunziati, ha depositato gli articoli pubblicati dal prof. Luciano Canfora, insigne studioso pugliese, noto storico e filologo, sulla irrazionalità del sistema a quiz del concorso in oggetto.

Il ricorso

Nel ricorso Quinto ha trascritto il giudizio del prof. Canfora che, con specifico riferimento ad alcuni quiz ed alle risposte vincolanti, le ha definite “apoteosi della stupidità”. Tra queste quelle che avevano dato luogo al giudizio di non ammissione della ricorrente, ma che interessano molte concorrenti pugliesi. Tutto ciò è stato oggetto della discussione svolta dall’avvocato Quinto innanzi al Tar, che, al termine, ha ordinato all’amministrazione di fornire chiarimenti in merito ai quiz contestati. Nel commentare la decisione, Quinto ne ha sottolineato la rilevanza anche alla luce della presa di posizione di 50 intellettuali che, con un documento indirizzato al Ministro e pubblicato sulla stampa il giorno dopo l’udienza innanzi al Tar Lazio hanno rilevato i “troppi errori nei quiz” del concorso per l’assegnazione di 26 mila cattedre nella scuola. Il documento, sottoscritto, tra gli altri, dai professori Serianni, Cacciari, Sabatini, Boitani, Gardner e Canfora, ha evidenziato “errori da matita blu, quesiti mal formulati, fuori programma o con più di una risposta corretta”. Da qui l’appello al Ministro di ammettere alla prova orale tutti i concorrenti, in alternativa all’annullamento del concorso. La buona notizia – ha reso noto l’Avv. Quinto - è che ieri al Senato è passata la modifica al decreto reclutamento: mai più test a crocetta ai concorsi.

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