Il Palazzo sorpreso e le domande senza risposta

Lunedì 18 Novembre 2019 di Vincenzo MARUCCIO
Ormai sembra quasi un appuntamento fisso. Non c’è domenica che da Palazzo Carafa non si sveglino “sorpresi o sconcertati” dalla lettura dei giornali con tanto di dichiarazioni consegnate ai social. 

È accaduto una settimana fa con la vicenda del Palafiere di piazza Palio: da smantellare secondo quanto indicato in una recente delibera di Giunta che recepiva le linee programmatiche della campagna elettorale. Eppure snodo cruciale (urbanistico ed economico) tanto da alimentare il dibattito. Poi, ieri mattina, la “sorpresa” è diventa “sconcerto” sullo scontro con un’associazione di volontariato chiamata a restituire le chiavi di un immobile comunale nell’ambito di un piano di riorganizzazione degli spazi pubblici: caso specifico di una vicenda più ampia che, da tempo, registra posizioni diversificate. Qualche domenica fa la “sorpresa” aveva addirittura fatto capolino sul palco di un’iniziativa politica regionale a Bari quando era stato il sindaco Carlo Salvemini a sottolineare pubblicamente un titoletto in prima pagina che ne registrava, inmodo neutro, la partecipazione: un dato approfondito dal resto dei giornali tanto da diventare, poi, materia di polemica politica.

Nulla di così grave, intendiamoci. Nessuno di noi si sognerà di chiamare in soccorso l’Ordine dei giornalisti piuttosto che colti interpreti del diritto di cronaca e di critica invocando per la nostra categoria compiti palingenetici (li lasciamo volentieri alla politica messianica, pericolosa quanto quella populista). Niente lezioni. Cerchiamo solo di fare almeglio il nostro lavoro: raccontare i fatti quanto più precisamente possibile, riportare le dichiarazioni correttamente e sentire le varie campane. Dal lunedì al sabato nessuno ha da ridire. Tutto bene. Tanto che diamo spazio alle comunicazioni istituzionali e, quandomeritevoli per utilità civica, alle proposte di approfondimenti (provenienti anche da uffici stampa puntuali e professionali) su questa o quell’iniziativa di Palazzo Carafa. Peccato che l’interlocuzione funzioni a intermittenza quando la materia diventi scivolosa, delicata, spinosa. E così può capitare che in talune conferenze stampa non si possa fare una domanda sull’argomento A solo perché la convocazione riguarda l’argomento B pur se strettamente collegato.

O - non solo quando si avvicina la domenica - può capitare che le chat e gli smartphone di alcuni amministratori diventino improvvisamentemuti (come nel caso “sfratto”, appunto) salvo ritrovarsi il giorno dopo lunghissime disquisizioni su Facebook senza poter fare domande o scavare per andare oltre lo storytelling unilaterale e senza confronto. Su certi commenti social non ci soffermiamo perché siamo sicuri che neanche a Palazzo Carafa gradiscano le offese da fan integralista. Vi chiediamo solo una cosa: rispondete alle domande anche quando sono scomode. Sorprendeteci, voi che sapete come si fa. Il giorno della settimana sceglietelo voi. A noi andrebbe bene anche il lunedì.  © RIPRODUZIONE RISERVATA