Città gruviera, nessun intervento: cresce la protesta per le buche

Città gruviera, nessun intervento: cresce la protesta per le buche
di Salvatore Sergio COSTA
3 Minuti di Lettura
Martedì 29 Gennaio 2019, 20:45 - Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio, 10:56

Si allunga l'elenco delle strade cittadine ridotte a colabrodo. Strade in cui transitare, con auto o moto, sembra essere diventato un atto di coraggio. Passarci in auto, infatti, significa mettere a rischio pneumatici e parti meccaniche come ammortizzatori e semiassi; percorrerle in bici o scooter invece potrebbe portare come conseguenza rovinose cadute su quel che resta dell'asfalto. Le segnalazioni, oramai, si susseguono giorno dopo giorno, sia al comando di polizia municipale di viale Rossini che ai referenti di quartiere.
Le ultime proteste, in ordine di tempo, arrivano da via Calabria, nei pressi della sezione distaccata del Tribunale di Lecce, dove dell'asfalto ormai rimane ben poco. Le buche continuano ad aprirsi giorno dopo giorno rendendo impossibile anche il passaggio pedonale soprattutto nelle giornate di pioggia, dove la strada si allaga completamente. Proteste arrivano dai residenti ma anche da quanti in via Calabria si recano per lavoro, visto che oltre al palazzo che ospita alcune sezioni del Tribunale a poca distanza c'è Palazzo Parlangeli, distaccamento dell'Università del Salento. Da via Calabria in viale Ugo Foscolo il passo è breve. E la situazione non cambia di una virgola. Anche qui il manto stradale denota evidenti segni di cedimento. Buche sono presenti nel tratto compreso tra via Argento e lo svincolo che costeggia la chiesa di Santa Rosa, in piena corsia preferenziale. Per evitare conseguenze poco piacevoli per automobilisti e motociclisti, ma anche per preservare le parti meccaniche dei bus urbani, già fin troppo sollecitate, sono state apposte le transenne. Proteste arrivano anche dal rione Salesiani. Asfalto sconnesso e buche vengono segnalate dai residenti e riguardano proprio la strada antistante la Basilica di San Domenico Savio, frequentata quotidianamente oltre che dai fedeli anche dai ragazzi dell'oratorio (la maggior parte dei quali arriva in sella a biciclette o scooter) e da quelli del catechismo. Situazione del tutto identica in via Dei Palumbo, dove ha sede il Comando della Polstrada di Lecce. Anche qui i residenti hanno segnalato e continuano a segnalare una situazione che con il passare dei giorni diventa sempre più incresciosa e pericolosa, soprattutto nelle giornate di pioggia.
L'elenco delle strade-colabrodo, però, si allunga ulteriormente, dal centro alla periferia. Viale Gallipoli e viale Otranto, da poco interessate dai lavori per il rifacimento della rete idrica, sono quelli maggiormente a rischio per chi abitualmente li percorre su mezzi a due ruote. «Tutto il lato destro di viale Gallipoli, in direzione della rotatoria che immette su viale Otranto, è una trappola», dice un motociclista che ha appena evitato una grossa buca per poi fermarsi all'incrocio semaforizzato.
Anche viale XXV luglio non è esente da buche, e quelle più grosse e pericolose si trovano proprio lungo la corsia preferenziale ed al centro dell'attraversamento pedonale di via Trinchese. Gli interventi-tampone messi comunque in atto per coprire le buche che si aprono ormai ovunque servono a poco e nulla, perché bastano pochi passaggi di auto o mezzi pesanti e si è punto e a capo. E dal centro alla periferia continuano a susseguirsi gli appelli all'indirizzo di Palazzo Carafa per porre rimedio a quella che ormai si sta trasformando in un'emergenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA