Citraro lascia il Pd e aderisce a "Progetto città". Rimpasto in vista? Da Palazzo Carafa arriva il "no"

Citraro lascia il Pd e aderisce a "Progetto città". Rimpasto in vista? Da Palazzo Carafa arriva il "no"
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Martedì 30 Agosto 2022, 17:30 - Ultimo aggiornamento: 31 Agosto, 08:08

Citraro lascia il Pd in cerca della sua autonomia rispetto alle scelte politico-amministrative. Il consigliere comunale aderisce al gruppo "Progetto città" che diventa il più numeroso nell'assise di Palazzo Carafa. Seppur senza un assessorato. Il rimpasto di giunta tuttavia pare non esser preso in considerazione dal numero uno di via Rubichi, Carlo Salvemini.

La decisione del consigliere comunale 

Una lettera inviata questa mattina al presidente del Consiglio Carlo Mignone, al sindaco Carlo Salvemini e al capogruppo del Partito Democratico Antonio Rotundo, ha scritto la parola fine all'esperienza del consigliere nel gruppo dem. Citraro, già assessore nella prima giunta Salvemini, tuttavia resterà nei confini dell'attuale maggioranza aderendo al gruppo consigliare "Progetto città". 

Alla base della decisione una sua «forte difformità di giudizio rispetto a scelte politico – amministrative operate nel tempo dal PD sia in Consiglio Comunale, sia fuori, sincroniche con le paradossali vicende relative all’approccio del partito nei confronti degli appuntamenti elettorali delle scorse regionali 2020, delle provinciali 2022 e, in ultimo, delle ormai prossime politiche del 25 settembre», ha dichiarato Citraro.

Una scelta che non poteva essere rimandata oltre nell'obiettivo di voler «recuperare e, per intero, la libertà di potermi esprimere su ogni singolo passaggio amministrativo per valutare con maggiore autonomia tutte le scelte politiche e amministrative, da qui alla fine del mandato». 

Cosa succede ora?

Con l'adesione di Saverio Citraro, "Progetto città" diventa il gruppo consigliare più numeroso con 4 consiglieri - Pierpaolo Patti (capogruppo), Marco Giannotta e Carlo Mignone - senza che il gruppo esprima alcun assessore (e pare senza alcuna pretesa dall'amministrazione comunale). A differenza proprio del Pd che resta con tre consiglieri e due assessorati - Sergio Signore, assessore alla Polizia Locale e vice sindaco e Paolo Foresio, assessore allo Sport e Turismo. 

Si apre ora, o almeno si dovrebbe aprire, la fase della riflessione politica. C'è chi ipotizza - dall'opposizione - un rimpasto di giunta. «Hai resistito anche troppo per i miei gusti - tuona  il consigliere di opposizione Gianpaolo Scorrano - Basta con le censure, gli affidamenti diretti, le deroghe, le imposizioni e, soprattutto, le “insinuazioni”. Ora però mi sorge un dubbio: come farà il tuo, oramai EX, gruppo del PD? Infatti, se prima, con 4 Consiglieri, aveva diritto a 2 Assessorati (tra cui anche la prestigiosa e ben retribuita carica di vice sindaco), ora che invece sono rimasti tristemente in 3 Consiglieri mentre Progetto Città ne annovera ben 4 (senza alcun assessore), quale sarà la prima “testa” a saltare per consentire il doveroso rimpasto?»

Ma da Palazzo Carafa arriva il niet. Nessun rimpasto in vista. 

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