Cibo scotto e freddo al Fazzi. La denuncia del consigliere Pagliaro. La Asl: filma i reparti senza autorizzazione

Cibo scotto e freddo al Fazzi. La denuncia del consigliere Pagliaro. La Asl: filma i reparti senza autorizzazione
5 Minuti di Lettura
Giovedì 4 Agosto 2022, 10:39 - Ultimo aggiornamento: 5 Agosto, 15:58

Cibo scotto e freddo: il servizio mensa del Vito Fazzi si trasforma in una interrogazione regionale. Ma arriva la "denuncia" di Asl Lecce perché il consigliere regionale ed editore tv visita l'ospedale a filma i reparti del Fazzi senza autorizzazioni.

L'ispezione dell consigliere Paolo Pagliaro

«Scotto, freddo e poco appetibile: la qualità del cibo somministrato nei reparti dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce ho potuto constatarla di persona, nell’ispezione che ho effettuato per verificare quanto denunciato dai degenti. Decine e decine di segnalazioni, tutte concordi nel bocciare i pasti serviti nei reparti. Sappiamo bene che l’ospedale non è un ristorante, ma è necessario assicurare un buon servizio mensa», dichiara il consigliere regionale Paolo Pagliaro,  capogruppo La Puglia Domani,  dopo il sopralluogo effettuato nei giorni scorsi all'ospedale Vito Fazzi. Avendo visto e assaggiato di persona il cibo servito e registrato le lamentele dei degenti, il consigliere Pagliaro ha «presentato un’interrogazione urgente, diretta all’assessore alla sanità Rocco Palese, per chiedere come e in che tempi intenda rispondere in maniera adeguata alla domanda di miglioramento del servizio mensa espressa dai pazienti».
 

La nota della Asl

A stretto giro arriva la denuncia della Asl Lecce. «Il primo agosto il Consigliere regionale Paolo Pagliaro ha fatto una visita all'interno del presidio ospedaliero Vito Fazzi di Lecce esercitando il diritto di accesso riconosciuto ai Consiglieri regionali dall'art. 39 dello Statuto della Regione Puglia. Il Consigliere ha però confuso il suo ruolo istituzionale con quello di editore di una nota tv locale: nella sua ispezione sono stati difatti ripresi reparti e servizi ospedalieri ed è stata intervistata una paziente nella stanza di degenza», scrive Asl Lecce in una nota secondo cui il consigliere ha in questo modo «travalicato le sue prerogative». «Il Consigliere - prosegue la nota - ha registrato un'intervista all'interno del nosocomio e si è introdotto senza autorizzazione nei locali di preparazione pasti peraltro senza copricapo e calzari. Le immagini sono state poi mandate in onda in un servizio tv (ripreso, come di consueto, da sito e social della tv) nella giornata di martedì 2 agosto. Atteso che, per ottenere notizie e informazioni utili all'esercizio del proprio mandato elettivo, un Consigliere Regionale ha la facoltà di accedere nelle aziende sanitarie, si ritiene che il Consigliere Pagliaro abbia in questa occasione travalicato le sue prerogative, anche perché l'accesso degli organi di informazione - e la registrazione di immagini - nelle strutture aziendali deve essere necessariamente autorizzato dalla Direzione Generale». «ASL Lecce, in uno spirito di cooperazione e virtuosa collaborazione - conclude la nota - auspica che le ispezioni e le visite di Consiglieri e/o di uomini e donne delle istituzioni siano improntate a comportamenti opportuni e consoni alla peculiare funzione». 

La contro replica del consigliere

Secondo Pagliaro quanto affermato dalla Asl sarebbe una «ricostruzione non veritiera e distorta. Nella nota della Asl mi si accusa di essermi “introdotto senza autorizzazione nei locali di preparazione pasti, peraltro senza copricapo e calzari”, quando invece in premessa – nella stessa nota – si riconosce che ho esercitato “legittimamente il diritto di accesso riconosciuto ai Consiglieri regionali dall’articolo 39 dello Statuto della Regione Puglia”. Quanto ai calzari, pur avendone fatto richiesta, non ci sono stati forniti. E per giunta alcuni dei dipendenti lì presenti non ne erano provvisti, come mostrano le immagini in nostro possesso». 

«Nel pieno esercizio del mio diritto ispettivo e in osservanza dello Statuto regionale al quale mi sono rigorosamente attenuto nella forma e nella sostanza - ha aggiunto il consigliere - , io stesso ed un collaboratore del mio staff abbiamo realizzato immagini video e fotografie per poter documentare quanto rilevato. Immagini che sono state inviate a tutti gli organi di informazione e che sono state pubblicate da alcune testate, e non solo da una “nota tv locale”. Non si provi a confondere i miei due ruoli: pubblico e privato, istituzionale e professionale, perché il netto discrimine mi è ben chiaro e non consento che si giochi sull’equivoco».
 

«L’attività di ispectio, garantita dalla Costituzione a tutti gli eletti, è finalizzata a controllare che i servizi pubblici siano erogati nel modo dovuto e a riscontrare eventuali criticità segnalate dagli utenti, esattamente come ho fatto in quest’occasione, dando voce ai reclami di un gran numero di degenti di fronte a pasti inaccettabili. Alla luce di quanto è emerso, sollecito la Asl a compiere il proprio dovere, anziché lanciarsi in reprimende infondate. Provveda a svolgere le ispezioni dovute, perché certamente i degenti si saranno lamentati invano con il personale ospedaliero prima di ricorrere al sottoscritto per poter trovare ascolto. 
Nel momento in cui si garantisce la privacy – come è stato fatto oscurando i volti delle persone riprese nel legittimo esercizio dell’attività ispettiva – non capisco quale sia il problema nel diffonderne le immagini. La mia linea non cambia, continuerò a svolgere sopralluoghi e a documentarli per mostrare all’opinione pubblica ciò che non va. A supporto della mia ispezione, c’è un ingente quantità di fotografie sul cibo scadente somministrato nei reparti dell’ospedale Vito Fazzi, inviatemi dagli stessi pazienti che mi sollecitavano ad intervenire. Ho raccolto un vero e proprio dossier, di cui ho diffuso solo una parte.
La mia battaglia per un servizio di ristorazione efficiente e decoroso nel presidio ospedaliero Vito Fazzi andrà avanti. Presenterò una nuova interrogazione per chiedere quanto costi al sistema sanitario pubblico il servizio mensa erogato, se i dovuti controlli qualità vengano effettuati con regolarità, e copia dei verbali di tali verifiche, per la massima trasparenza che è dovuta al mio ruolo istituzionale di rappresentante dei cittadini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA