Il caso dell’“anatra zoppa” e il rischio di un riconteggio
Ecco come cambierà l’assemblea: 17 volti nuovi e 5 donne

Incassata la vittoria, il centrosinistra dovrà ora fare i conti con la composizione del Consiglio. Che non lo premia e sulla quale, nelle prossime ore, potrebbe aprirsi una battaglia politica e giudiziaria con tanto di ricorso al Tar di Lecce. Nessuno, fra i sostenitori e i collaboratori più stretti del neo sindaco Carlo Salvemini, si è sbottonato, nella notte più lunga e più gioiosa di questo lungo periodo elettorale. Ma i bene informati dicono che lo studio Pellegrino sia già al lavoro da settimane per incardinare una causa che potrebbe consentire a Salvemini di contare su una maggioranza chiara nell’Aula di Palazzo Carafa.
Allo stato dei fatti, il prossimo Consiglio comunale vedrà seduti fra i banchi della maggioranza l’avvocato Cosimo Murri Dello Diago, catapultato dal rione San Pio al Comune in quota a Lecce Città Pubblica, la civica direttamente riferibile al candidato, oggi sindaco, Salvemini; Silvia Miglietta, impiegata; il funzionario di banca Gabriele Molendini e Natasha Mariano Mariano, tutti in Lecce Città Pubblica. Per il Partito democratico siederanno in Consiglio Sergio Signore, campione di preferenze, insieme a Paolo Foresio, Antonio Rotundo, tutti e tre uscenti e riconfermati, più Paola Povero.
La lista La Puglia in Più, del senatore Dario Stefàno, porterà in Aula il consigliere Saverio Citraro, medico specialista in otorinolaringoiatria al Vito Fazzi, mentre la civica Una Buona Storia per Lecce dell’avvocato Giuseppe Fornari ha ottenuto un seggio che andrà ad Angela Maria Spagnolo.
Della squadra di maggioranza faranno parte poi gli eletti con le liste che, al primo turno, sostenevano il candidato sindaco Alessandro Delli Noci, che ha scelto l’apparentamento ufficiale con Salvemini in vista del ballottaggio di ieri. Delli Noci siederà in Aula con Marco Nuzzaci, dell’Udc, Marco Giannotta, per Un’Altra Lecce, ex esponente del Pd regionale molto vicino all’assessore regionale Loredana Capone; per Sveglia Lecce, infine, Marco De Matteis, a capo della Fipe Confcommercio che rappresenta il mondo della movida cittadina.
In bilico, mentre il pallottoliere corre frenetico in attesa dei conteggi ufficiali dell’ufficio elettorale, il posto di Andare Oltre, con Massimo Fragola, che potrebbe ridurre a tre i seggi assegnati al Partito democratico.
 

In tutto, in ogni caso, quattordici consiglieri per il centrosinistra. Troppo pochi per garantire la governabilità. Da qui si apriranno confronti e trattative, ma anche la via giudiziaria al Tar.
Fra i banchi della minoranza siederà l’unico, e primo eletto con il Movimento Cinque Stelle, Fabio Valente, già candidato sindaco. Per il centrodestra, accanto al candidato sindaco Mauro Giliberti, siederanno in quota Direzione Italia Paolo Perrone, Gaetano Messuti, Luca Pasqualini, Andrea Guido, Attilio Monosi, Angelo Tondo e Severo Martini. Per Grande Lecce, la civica riferita al parlamentare Roberto Marti, scatteranno tre seggi per i consiglieri Antonio Finamore, Alberto Russi e Paola Gigante. Tre seggi anche per Forza Italia con Luciano Battista, Paride Mazzotta e Federica De Benedetto. Due per Fratelli d’Italia, con Michele Giordano, già assessore nella prima giunta Perrone, e il giovanissimo Giorgio Pala, presidente dell’associazione Carpe Diem. Un seggio, infine, per Lecce Città del Mondo, con il consigliere Bernardo Monticelli Cuggiò.
 
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Lunedì 26 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 18:36