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Case popolari occupate: ora fuori abusivi

Case popolari occupate: ora fuori abusivi
di Valeria BLANCO
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 2 Ottobre 2019, 09:10 - Ultimo aggiornamento: 11:13
Occupazioni abusive di alloggi popolari, pronto un calendario di sgomberi da attuare in città già a partire dalla prossima settimana. Del fenomeno, che attribuisce a Lecce e provincia uno tra i primi posti in Italia e a cui si è recentemente interessata anche la Procura con un'inchiesta sul voto di scambio, è tornata ad occuparsi la prefettura nel corso del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza che si è tenuto ieri. E dopo che nei precedenti incontri era stato stilato un piano delle priorità, nell'ultima riunione si è proceduto all'analisi, fascicolo per fascicolo, di una decina di situazioni di occupazioni arbitrarie, sine titulo, che riguardano le ordinanze di rilascio emesse dall'autorità giudiziaria o le segnalazioni di Arca Sud e che richiedono un intervento immediato.

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Di queste, tre riguardano sgomberi già immediatamente eseguibili. Su questi casi presi in esame ieri si dovrebbe procedere già nei prossimi giorni. Per le altre sette occupazioni, in cui invece sono state rilevate criticità - come ad esempio la presenza di figli minori o di disabili, o ancora di anziani in condizione di fragilità - la parola passa alla Cabina di regia presieduta dal capo di Gabinetto della Prefettura, Beatrice Mariano e che, secondo quanto previsto dal Decreto sicurezza, ha 90 giorni di tempo per esaminare la situazione. La Cabina di regia entra in azione laddove i soggetti interessati allo sgombero non siano in grado di trovare in maniera autonoma un alloggio alternativo e, anche con l'interessamento dei servizi sociali, si preoccupa di trovare soluzioni che, ferma restando la necessità di liberare l'alloggio occupato, tengano conto del benessere dei soggetti deboli.

Non solo di esecuzione di sfratti si è parlato ieri, nella riunione a cui hanno partecipato i vertici delle forze dell'ordine, il direttore di Arca Sud Sandra Zappatore, il questore Andrea Valentino, il comandante della Polizia municipale Donato Zacheo e l'assessore alle Politiche abitative del Comune di Lecce Silvia Miglietta, che è anche a capo dell'Ufficio casa.
Il prefetto Maria Teresa Cucinotta ha richiamato l'attenzione sull'attività portata avanti negli ultimi mesi in relazione a una situazione, tra Lecce e provincia, obiettivamente complessa e sulle novità normative intervenute nell'ultimo anno, primo tra tutti il Decreto Sicurezza.
Sul fronte della prevenzione, la prefettura nelle precedenti riunioni ha indicato alle amministrazioni - presenti con i sindaci dei Comuni più popolosi - alcune misure di buon senso per evitare o ridurre al minimo il rischio sempre attuale di nuove occupazioni di immobili vuoti o abbandonati. È stato chiesto ai Comuni di stilare un elenco puntuale e dettagliato degli alloggi di proprietà e di distinguere tra quelli vuoti (che andrebbero assegnati con celerità agli aventi diritto), quelli occupati in maniera totalmente arbitraria, quelli che risultano occupati da morosi o da persone che originariamente avevano diritto all'alloggio e che poi, per vari motivi, hanno perso questo diritto senza però abbandonare l'alloggio.

Ai Comuni è stato chiesto anche di prendere alcuni accorgimenti per scoraggiare le occupazioni, che vanno dalla richiesta di illuminare di più e meglio i quartieri degli alloggi a rischio, alla programmazione di eventi e manifestazioni per mitigare il degrado delle zone in cui spesso sorgono gli alloggi popolari, fino al suggerimento di sostituire immediatamente le serrature di quelle case che si rendono disponibili ma che non vengono riassegnate nell'immediato.

Si lavora su più fronti, dunque, cercando di bilanciare le esigenze di chi legittimamente aspira ad ottenere un alloggio a cui ha diritto e quelle di chi, non avendo altro luogo in cui dormire, è costretto a vivere nell'illegalità. Tra i punti spinosi, anche le occupazioni di sodali e familiari di alcuni esponenti dei clan. C'è da dire che, nell'ultimo anno, qualche sgombero sia in città che in provincia c'è già stato e in alcuni casi si è riusciti a ottenere il rilascio spontaneo dell'immobile da parte degli occupanti. L'intervento delle forze dell'ordine, invece, è sì previsto, ma limitato a quei casi limite in cui, dopo vari tentativi esperiti, non si sia riusciti in altro modo a ripristinare la legalità.
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