Case popolari, rivolta Cgil: «Blocchiamo la nuova norma, schiaffo a chi ha rispettato le leggi»

Mercoledì 6 Novembre 2019 di Paola ANCORA
La nuova legge sulle case popolari, oggi al centro di un confronto a Bari, è uno «schiaffo alle famiglie che hanno rispettato le leggi». A dirlo è Pino Gesmundo, segretario regionale della Cgil, che insieme a Cisl, Uil, gli altri sindacati di categoria e insieme agli Arca parteciperà all'audizione della quinta commissione permanente regionale sulla legge 172 del 2 agosto scorso, già approvata dalla Giunta.

Quella legge, di cui Quotidiano ha dato conto ieri, prevede una corsia preferenziale per gli occupanti abusivi delle case popolari: potranno partecipare ai bandi comunali, potranno - se in posizione utile - ottenere due punti in più nella graduatoria e, qualora restassero n posizione non utile, la Regione potrà offrire loro un affitto determinato. Una strada che la Giunta Emiliano ha tratteggiato per «mettere ordine nel caos che regna da decenni nel settore», ha spiegato l'assessore regionale Giovanni Giannini, proponente il disegno di legge insieme all'assessore Alfonso Pisicchio.

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«Con la Regione Puglia - ha commentato oggi il segretario Cgil, Gesmundo - vorremmo discutere finalmente di un Piano casa, che i cittadini pugliesi attendono da anni. Assieme a Cisl e Uil abbiamo richiesto all'assessore Pisicchio un incontro senza al momento ricevere risposta. Su questo vogliamo confrontarci piuttosto che su provvedimenti alquanto parziali che di fatto riconoscono, sanano e addirittura premiamo un atto illecito, qual è quello di aver occupato abusivamente un alloggio popolare. Riconoscere il diritto a partecipare al bando, come prevede un comma dell'articolo 16 della legge assegnando addirittura due punti di bonus a chi occupa abusivamente un alloggio da oltre 5 anni, da prima dell'entrata in vigore della legge 80 del 2014, l'ultima sulle case popolari, significa avvilire quelle famiglie che nel frattempo non hanno ricevuto risposte in merito alla propria condizione di disagio abitativo».

I numeri, ancora una volta, dicono più di mille parole. «In Puglia nel 2018 vi sono stati 4.645 sfratti di cui 4.191 per morosità, ovvero chi, colpito dalla crisi, ha magari perso il lavoro e non è riuscito più a far fronte ai canoni locativi. Le richieste di esecuzione di sfratti sono 8.475 in Puglia, quindi 13mila famiglie rischiano di restare senza un tetto, mentre sono 30mila quelle che hanno fatto richiesta di alloggio pubblico. Cosa diciamo a questi cittadini? Che hanno sbagliato a fare una scelta di legalità?».

Gesmundo è irrefrenabile e oggi darà battaglia, con l'obiettivo di una modifica sostanziale della legge sulla quale per il momento, gli Arca - cioè la prima linea della gestione degli alloggi popolari - tacciono. «In Puglia l'Agenza regionale per la casa gestisce quasi 59mila alloggi, e abbiamo letto di stime di abusivi del 10-15% del totale. Forse si arriva anche in questo modo ai 70 milioni di canoni non pagati all'ente. Così come non capiamo come la Regione - aggiunge Gesmundo - possa accertare che l'occupazione abusiva non abbia sottratto il diritto alla casa ad altri previsione dell'articolo 16 della legge -, conoscendo la mole di domanda di alloggi pubblici che rimane inevasa. Non crediamo possa essere questa la strada da seguire - conclude il segretario Cgil - con addirittura un'ulteriore ipotesi sanatoria per l'occupante che non rientra in graduatoria, ovvero quella di sottoscrivere con l'Arca un contratto di locazione a canone determinato. La Cgil non potrà mai condividere una legge costruita secondo tali criteri e assieme a Cisl e Uil lavora affinché si possa predisporre un piano casa organico per rispondere alle richieste di un alloggio pubblico lecitamente avanzate da migliaia di famiglie pugliesi». Ultimo aggiornamento: 11:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA